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Il nostro modo di fare business coaching è una costante ricerca e un continuo sviluppo che nasce in stretta relazione con i clienti con i quali lavoriamo. E' un insieme di conoscenza tacita, implicita ed esplicita in costante evoluzione per creare valore a individui, team e organizzazioni. In questo blog condividiamo gli apprendimenti acquisiti nella quotidianità del nostro operare.



15.1.2020
Cosa vorresti realizzare? Siamo tutti imprenditori ma pochi lo sanno.
Carlo Boidi
Senior Business Coach, Partner e docente SCOA

In questo periodo storico caratterizzato da forte discontinuità nei rapporti di lavoro, bisogna a imparare a muoversi in esso, piuttosto che aspettare che questo cambi. Ragionare come imprenditori significa avere il pieno controllo della propria formazione e del proprio sviluppo, di ciò che si decide di fare e di ciò che si decide di non fare. In questo articolo vedremo che è fondamentale sviluppare la propria identità professionale e autogestirsi come una piccola impresa. L'auto-sviluppo permette di diventare immuni da crisi o incertezze che caratterizzano il contesto di lavoro, e di concentrarsi sulla propria performance professionale.

Visione, iniziativa, coraggio, passione, responsabilità: queste sono alcune delle parole che ci vengono in mente quando pensiamo agli imprenditori che hanno fondato aziende o anche a semplici professionisti che hanno affrontato autonomamente il mercato del lavoro.

Molti vedono queste scelte come rischiose e non avranno mai il coraggio di intraprendere tali percorsi lavorativi. Anche nel linguaggio comune il termine "impresa" ci richiama al campo semantico della difficoltà e della scarsa possibilità di riuscita ("…sarà un'impresa!") o addirittura qualcosa di audace, eroico, glorioso.

Tutti noi potremmo vedere la vita in un'ottica più imprenditoriale se ci confrontassimo più frequentemente con domande come: "Cosa vuoi realizzare nella tua vita?", "Quale impatto vorrai avere?", "Chi o cosa vuoi diventare?".

"Le persone senza obiettivo subiscono il destino, le persone con obiettivi formano il destino", affermava Immanuel Kant. Avere in mente un obiettivo, o almeno una direzione, ci permette infatti di prendere decisioni di qualità, guidate da un senso. 

Leggi l'articolo di Davide Merletto su Il coraggio di provare: finché non fai non sai. Appronfisci qui il tema delle tante facce della responsabilità.

E il nostro presente è il risultato delle nostre decisioni passate, di una missione che più o meno consapevolmente ci siamo dati. In ogni decisione c'è un rischio: anche quando decidiamo di non decidere e non agire corriamo un rischio.

 

Quelli che rinunciano sono più numerosi di quelli che falliscono 

Prendiamo un caso estremo: i NEET - Not engaged in Education, Employment or Training - persone che non sono impegnate nello studio, nel lavoro o nella formazione. Secondo i dati riportati nella ricerca di Domenico De Masi in Lavoro 2025. Il futuro dell'occupazione, in Italia i NEET sono pari al 23% di tutti i giovani e con questo dato occupiamo il 10° posto a livello mondiale: questo significa che 186 paesi al mondo hanno una situazione migliore della nostra rispetto a questo problema.

Rinunciando a vivere, queste persone mettono in serio pericolo il loro futuro e rischiano di essere un problema economico e sociale enorme per le generazioni future.

Nel secolo scorso Henry Ford diceva che quelli che rinunciano sono più numerosi di quelli che falliscono. Oggi, in un mondo in continua accelerazione, rinunciare significa fallire. Si rischia di più a non fare nulla rispetto che a decidere di fare.

 

Il mito della crisi fra illusioni e convinzioni

Questo periodo storico è caratterizzato da una discontinuità nei rapporti di lavoro. Seguire l'illusione che lavoreremo nella stessa azienda per tutta la vita è dannoso.

In più, è ormai illusorio pensare che basti essere eccellenti studenti o lavoratori stakanovisti per avere la garanzia di un lavoro gratificante. Il mondo è pieno di eccellenti studenti e lavoratori che sono diventati disoccupati o che hanno dovuto accontentarsi di un lavoro al di sotto delle loro capacità.

 

Lavoratori dipendenti senza identità professionale

Esistono molti lavoratori dipendenti che sono frustrati, non stanno bene nell'azienda in cui si trovano, hanno la sensazione di non seguire i propri valori e l'illusione che in un'altra azienda la loro condizione sarebbe migliore. Ma se provano a cambiare, si accorgono che quasi ovunque la situazione è la stessa.

Vorrebbero fare un lavoro che valorizzi le loro competenze, li appassioni, li faccia sentire appagati. Tanti vorrebbero seguire i loro sogni, costruire qualcosa che per loro abbia un significato. Ma sono intrappolati in una sorta di gabbia dorata, dipendenti psicologicamente da una condizione che soddisfa un bisogno di sicurezza. 

Quando dipendiamo da una condizione o da una variabile perdiamo la nostra identità e la nostra autonomia. L'azienda diventa il nostro confine e la nostra identità professionale coincide con il ruolo che ricopriamo in quel contesto lavorativo. Molti professionisti, anche con anni di esperienza e un'importante carriera alle spalle, quando rimangono senza lavoro o provano a proiettarsi fuori dall'azienda, hanno l'impressione di non saper fare nulla.  

Inciampare in questa situazione non è conveniente alle persone tanto quanto alle aziende: le organizzazioni che hanno messo i propri collaboratori nelle condizioni di sviluppare autonomia e auto-imprenditorialità, hanno quasi sempre risultati migliori delle altre. 

Leggi anche l'articolo di Roberto Degli Esposti sul ruolo delle emozioni nel Business Coaching.

 

Quindi che fare? 

Sia che siamo lavoratori dipendenti, disoccupati o studenti, possiamo iniziare a prendere consapevolezza che, nel nostro piccolo, siamo tutti potenziali imprenditori. Come tali, possiamo sviluppare più attitudine verso il futuro: guardando ad esso possiamo ottenere molti risultati. Le persone in genere sopravvalutano ciò che possono ottenere in un anno e di conseguenza si danno degli obiettivi impossibili; sottovalutano invece cosa possono ottenere in 5 anni. In 5 anni si può diventare esperti di un settore partendo da zero: possiamo diventare chi vogliamo diventare. In 5 anni non occorre avere obiettivi precisi, è sufficiente avere una direzione verso cui iniziare a muoversi. Gli obiettivi verranno pian piano, le priorità saranno sempre più chiare e le decisioni saranno cariche di senso.

Ragionare come imprenditori significa vivere il presente con una visione del futuro, investire il proprio tempo, relazionarsi e frequentare luoghi dove troviamo stimoli, innovazione, ispirazione. Significa avere il pieno controllo della propria formazione e del proprio sviluppo, di ciò che si decide di fare e di ciò che si decide di non fare.

Possiamo dare significato alla nostra esistenza, creare soluzioni o fare qualcosa che abbia un impatto positivo su noi stessi e sugli altri, possiamo arrivare a creare nuovi lavori e valore per la società.

Leggi qui l'articolo di Roberto Degli Esposti sulla Finestra sul giardino: una vista sul decennio che verrà

 

Sviluppare una propria identità professionale 

Chi siamo oggi professionalmente? Chi vogliamo diventare? Cosa ci serve imparare? Come possiamo esprimere il nostro valore?

Il self-management e il self-development sono competenze chiave per raggiungere una propria autonomia e identità professionale. Vedo che quando le persone iniziano a confrontarsi con queste domande potenzianti, iniziano a sviluppare queste competenze.

Come afferma l'Head Hunter Massimo Rosa, imparare a "dipendere da se stessi", per quanto riguarda il sostentamento economico, è una capacità che chiunque dovrebbe acquisire.

Questo significa autogestirsi come una piccola impresa che possiede:

  • Il reparto Produzione, ciò che sappiamo fare
  • L'area Ricerca e Sviluppo, il continuo sviluppo e innovazione del nostro know how
  • Il Marketing che ci permette di posizionarci
  • Il reparto HR, il continuo sviluppo delle nostre competenze 
  • La funzione Commerciale, che gestisce il nostro valore e costruisce relazioni con i potenziali beneficiari del nostro saper fare 
  • Il Procurement, che cura e sviluppa relazioni di qualità con il nostro network di partner, colleghi

Investire solo sulla "Funzione Produzione" senza curare le altre aree è rischioso per noi, esattamente come lo sarebbe per un'azienda che, in questo modo, non riuscirebbe a stare sul mercato.

Concentrarci sull'auto-sviluppo ci permette di diventare psicologicamente autonomi dall'organizzazione per cui lavoriamo, pur essendone formalmente dipendenti. Ci rendiamo così immuni da crisi o incertezze che caratterizzano il contesto e, allo stesso tempo, riusciamo ad essere più impattanti e a creare valore nell'organizzazione.

Intanto abbandoniamo la convinzione che il nostro obiettivo sia avere o cercare un posto di lavoro e ci concentriamo sull'essere professionisti di qualità. Il lavoro non ci mancherà mai e il tipo di contratto che ci connetterà con i nostri clienti o datori di lavoro sarà un dettaglio.

Gli studenti che affrontano gli studi con questa mentalità, ovvero più che studiare pensano ad un futuro posto di lavoro, si sfideranno ogni giorno con domande potenzianti: "cosa voglio realizzare?" e, per farlo accadere, "cosa mi serve imparare?", "con chi lo vorrò realizzare?". Non c'è fretta, e le risposte piano piano arriveranno.

Questa non è utopia. Ho provato alcune delle emozioni più forti quando ho visto persone in serie difficoltà smettere di accontentarsi e prendere in mano la propria vita con un'ispirazione da seguire, una visione del futuro e un progetto da realizzare. 

Se vogliamo siamo tutti imprenditori, cosa ne pensate?

 

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Per approfondimenti:

Leggi gli articoli di Carlo Boidi sul blog di Performant:


15.1.2020
Cosa vorresti realizzare? Siamo tutti imprenditori ma pochi lo sanno.
Carlo Boidi

2.1.2020
La finestra sul giardino: una vista sul decennio che verrà
Roberto Degli Esposti

19.12.2019
Il nostro impegno nel sociale:
intervista a Mariana Ruenes
Anja Puntari

12.12.2019
Sette domande ad Alberto Camuri
Performant

21.11.2019
FOMO: Una nuova forma di ansia sociale
Matteo Fumagalli

31.10.2019
Leadership e potere
Roberto Degli Esposti

24.10.2019
Essere Business Coach: Sei domanda a Luca Federico Ricci
Performant

23.10.2019
Boss and Leader: Twin roles
Gian Franco Goeta

17.10.2019
La riunione di lavoro? Dovrebbe essere l'eccezione
Francesco Solinas

9.10.2019
Dove sta andando il Business Coaching: Il keynote speech di Roberto Degli Esposti
Performant

3.10.2019
Da Impiegato ad Amministratore Delegato in 7 passi. Dove sei ora e dove vuoi arrivare?
Carlo Boidi

1.10.2019
Is your organisation ready for internally sourced team coaching?
David Clutterbuck

26.9.2019
Perchè Siamo Diventati Immuni Alla Pubblicità?
Performant

24.9.2019
Yet another reason to focus more on the team and less on individuals
David Clutterbuck

18.9.2019
Non c'è dubbio: il nostro cervello pensa in modo spaziale
Georg Senoner

17.9.2019
Why do Coaches need supervision?
David Clutterbuck

12.9.2019
I superpoteri del Sales Leader
Davide Merletto

10.9.2019
Why leading change just keeps getting more complicated
David Clutterbuck

5.9.2019
Capo e leader: due ruoli gemellari
Gian Franco Goeta

3.9.2019
How to build a Coaching culture in work teams
David Clutterbuck

29.8.2019
Essere Business Coach: Sei domande a Angela Bassi
Performant

27.8.2019
Lost in Translation
Rosalba Dambrosio

8.8.2019
Conosci te stesso e non presumere di essere di più
Carlo Boidi

6.8.2019
Linking Mentoring and Coaching to business processes
David Clutterbuck

1.8.2019
Cosa c'entrano le costellazioni?
Georg Senoner

25.7.2019
Vedere: una forma d'ascolto
Anja Puntari

18.7.2019
La gestione dello stress
Francesco Solinas

16.7.2019
How can I help my manager to Coach me?
David Clutterbuck

11.7.2019
STILI DI COMUNICAZIONE DIVERSI: Un tesoro per il Team
Performant

9.7.2019
From one to one Coach to Team coach
David Clutterbuck

4.7.2019
Feedback, Feedforward e Coaching Conversation
Patrizia Fagnani

2.7.2019
Eight Coaching myths and misconceptions
David Clutterbuck

27.6.2019
Selezione HR e competenze comportamentali: Intervista a Monica Ferrario
Performant

20.6.2019
L'esercizio disfa il potere (nei team)
Roberto Degli Esposti

13.6.2019
Le tante facce della responsabilità
Georg Senoner

11.6.2019
What every HR director should know about coaching and mentoring strategy
David Clutterbuck

6.6.2019
Come decidiamo? Riflessioni sulla correlazione tra emozioni e pensieri
Georg Senoner

4.6.2019
The ROI of Mindfulness
Pamela Maguire

29.5.2019
KNOW YOUR OWN CULTURE TO WORK EFFECTIVELY WITH OTHERS: Interview by Anja Puntari with Tim Bright
Anja Puntari

23.5.2019
MANAGEMENT CONSTELLATION: Intervista a Georg Senoner
Performant

16.5.2019
LA SUPERVISIONE: Elemento di differenziazione
Alberto Camuri

9.5.2019
Leadership musicale e aziendale a confronto: Intervista a Andrea Porta
Performant

2.5.2019
COMPETENCY-BASED RECRUITMENT: Intervista a Pietro Ferrario
Performant

24.4.2019
Dalle caratteristiche vincenti della nostra specie al Mentoring
Carlo Boidi

18.4.2019
L'approccio competency-based alla selezione? Un potente strumento di auto-osservazione, sviluppo e Coaching
Alessandra Venco

11.4.2019
Di cosa parliamo quando parliamo di Organisational Coaching
Carlo Boidi

4.4.2019
Confusione da internet: Quando ai meeting chattiamo col partner e, insieme ai figli, parliamo col capo
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28.3.2019
Essere Business Coach: Sei domande a Roberto Degli Esposti
Performant

21.3.2019
L'ORGANIZZAZIONE CHE SI AUTO-DIREZIONA: alcune riflessioni sulle e per le aziende
Patrizia Fagnani

14.3.2019
CASO DI STUDIO: PROGETTO ‘I TIMONIERI DI HUMAN COMPANY: Il Mentoring per il "Talent Management"
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7.3.2019
Essere Business Coach. Sei domande a Anja Puntari
Performant

27.2.2019
Il ROI della mindfulness
Pamela Maguire

21.2.2019
Essere un Team: il confine sottile tra alleanza e rivalità
Davide Merletto

14.2.2019
Di cosa parliamo quando parliamo di Mentoring: intervista a Matteo Perchiazzi
Performant

7.2.2019
Quando la saggezza diventa protagonista in azienda
Carlo Boidi

31.1.2019
Lo stato dell'arte del Coaching e del Mentoring
Performant

24.1.2019
Condurre al coraggio e con coraggio / Leading Courage With Courage
Paula Kuusipalo-Määttä

17.1.2019
Leadership, individuo e organizzazione
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10.1.2019
Quali sono le competenze da allenare nel 2019?
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27.12.2018
Il futuro è reinventare adesso!
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19.12.2018
Donare: a Natale e nel Coaching
Matteo Fumagalli

13.12.2018
Sei domande a Silvana Tacini: Com'è cambiato il Business Coaching nel tempo?
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6.12.2018
Le esigenze dei millennial nel mercato lavorativo di oggi
Massimo Bonello

29.11.2018
Scegliere le persone con un approccio Competency - Based
Alessandra Venco

22.11.2018
L'organizzazione basata sulle competenze invece che sui compiti
Roberto Degli Esposti

15.11.2018
ORA: Il magazine che abilita la cultura del Coaching
Matteo Fumagalli

8.11.2018
Può una diga essere bella? Il movimento dello scavatore può raccontarci poesie?
Anja Puntari

1.11.2018
È ancora attuale il capo Coach?
Gian Franco Goeta

25.10.2018
Sulle competenze digitali
Rosalba Dambrosio

18.10.2018
La supervisione e il self as instrument
Alberto Camuri

11.10.2018
Intelligenza emotiva: un fattore chiave nell'apprendimento dell'adulto
Anja Puntari

4.10.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Cristina Nava
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27.9.2018
Intervista ad Alex Viola
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20.9.2018
Esiste l'equazione della perfetta comunicazione?
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13.9.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Monica Giacomini
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6.9.2018
Farsi trasportare: Il potere della metafora
Anja Puntari

31.8.2018
E se spostassimo i riflettori dai leader ai team member?
Carlo Boidi

24.8.2018
Intervista a David Clutterbuck (Parte 2): Cosa c'è di bello nell'essere un team coach?
Performant

9.8.2018
La rivoluzione del ''System Coaching'' e della qualificazione delle Competenze
Performant

2.8.2018
Realtà aumentata, una nuova frontiera del Coaching
Matteo Fumagalli

28.7.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Alessandra Venco
Performant

19.7.2018
Intelligenza emotiva e Leadership: Un binomio impossibile?
Performant

12.7.2018
Wood'd, tra tradizione e futuro: Intervista a Stefano Aschieri Performant
Performant

5.7.2018
Intervista a David Clutterbuck (Parte 1): Cosa c'è di bello nell'essere un Team Coach?
Performant

21.6.2018
Career mentoring: Hai bisogno di una guida?
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7.6.2018
Management & Krav Maga: due discipline, un passaggio di crescita
Davide Merletto

31.5.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Deborah Bianchi
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25.5.2018
La forza della leadership
Roberto Degli Esposti

17.5.2018
Non si può non comunicare
Alessandra Venco

10.5.2018
L'essenza della supervisione
Alberto Camuri

3.5.2018
É anche un fatto di spogliatoio (Il team)
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26.4.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Carlo Boidi
Performant

20.4.2018
La forma dell'acqua: il potere dell'amore
Gian Franco Goeta

12.4.2018
Allenare le emozioni: il ponte tra pensieri e comportamenti
Davide Merletto

4.4.2018
Essere Business Coach: Sei domande a Patrizia Fagnani
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29.3.2018
La self-leadership
Alessandra Venco

21.3.2018
Intervista a Marco Mordente
Matteo Fumagalli

8.3.2018
Leadership: Churchill, Hitler e la forza del dubbio
Gian Franco Goeta

1.3.2018
Essere Business Coach: Sei domande a Davide Merletto
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23.2.2018
The post - Una lezione di leadership
Gian Franco Goeta

15.2.2018
Breve storia del Coaching e del Mentoring: dal conflitto all'unione – da professione a cultura
Carlo Boidi

8.2.2018
Alle radici dell'imprenditorialità
Gian Franco Goeta

1.2.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Francesco Solinas
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25.1.2018
La resilienza non vuol dire la resistenza!
Roberto Degli Esposti e Anja Puntari

18.1.2018
Il contesto di lavoro fa male alla salute!
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11.1.2018
Il progresso dell'Umanità è nelle competenze del coach?
Carlo Boidi

6.1.2018
Generare valore: perché altri possano sbocciare
Davide Merletto

28.12.2017
Tranquilli, i robot non vi ruberanno il lavoro!
Roberto Degli Esposti

23.12.2017
Un augurio di crescita e ricchezza (insieme agli altri)
Matteo Fumagalli

14.12.2017
Almodóvar, McGrath e il Coaching
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7.12.2017
Lo Shopping è musica rap tra emisfero destro e sinistro.
Fabio Zancanella

27.11.2017
Un percorso esperienziale che permette di uscire dai canoni della formazione
Matteo Fumagalli

21.11.2017
Sento dunque posso: Le esperienze dei coach
Matteo Fumagalli

15.11.2017
Il ruolo delle emozioni nel business coaching: il processo di trasformazione
Roberto Degli Esposti

7.11.2017
L'arte come metodo
Gabriela Galati

31.10.2017
Il dizionario delle competenze: un indubbio strumento di lavoro
Emilio Rago

26.10.2017
Il coraggio di provare: finché non fai non sai
Davide Merletto

10.10.2017
Trasformazione: da un'idea di brand a un tool-kit tangibile da toccare e sentire (Parte 2/2)
Anja Puntari

5.10.2017
Trasformazione: da un'idea di brand a un tool-kit tangibile da toccare e sentire (Parte 1/2)
Anja Puntari

26.9.2017
Superare le impasse.
Performant

9.9.2017
Il ponte tra arte e business
Performant

31.8.2017
Ma è così difficile fare domande?
Alessandra Venco

9.8.2017
Il successo è un atteggiamento mentale
Davide Merletto

2.8.2017
Il valore nell'allenare i manager a fare i manager
Alessandra Venco

26.7.2017
L'azienda di successo ha bisogno di persone resilienti
Francesco Solinas

5.7.2017
L'introspezione. Una fregatura per la nostra efficacia?
Patrizia Fagnani

27.6.2017
Realizzare i propri obiettivi significa trasformare i sogni in ricordi
Davide Merletto

22.6.2017
La fatica come dono, la passione come necessità.
Performant

16.6.2017
Sulla Supervisione
Performant

6.6.2017
Contenere l'emozione in cinque passi
Francesco Solinas

1.6.2017
"Perché un coach deve andare a Venezia?"?Lezioni di coaching dall'arte contemporanea
Emilio Rago

19.5.2017
Misurare i comportamenti: l'allenamento è nulla senza controllo
Davide Merletto

12.5.2017
"VIVA ARTE VIVA" - trasformazione e sviluppo attraverso le opere della Biennale di Venezia
Anja Puntari

21.4.2017
Come sono le domande buone?
Anja Puntari

13.4.2017
Chi annaffia chi
Patrizia Fagnani

6.4.2017
Allenare i comportamenti: l'eccellenza non è un punto di arrivo ma un metodo
Davide Merletto

30.3.2017
Salini-Impregilo: Perche e come rendere visibile il patrimonio intangibile dell'azienda?
Anja Puntari

23.3.2017
The future of team coaching
David Clutterbuck

16.3.2017
L'equilibrio? La prima delle condizioni per l'efficacia di un team
Roberto Degli Esposti

9.3.2017
How to build a coaching culture in work teams
David Clutterbuck

23.2.2017
Progettare i comportamenti: non esistono cose difficili ma cose che non so ancora fare
Davide Merletto

17.2.2017
Ferrara e le finestre rotte
Patrizia Fagnani

10.2.2017
Team Coaching What's the point?
David Clutterbuck

7.11.2016
Diversity Management? A cominciare dai ''non diversi''
Roberto Degli Esposti

2.11.2016
Allineare le aspettative: non serve vendere ma convincere!
Davide Merletto

17.10.2016
Il potere della mindfulness nel business coaching
Francesco Solinas

11.10.2016
The artists knowledge - come l'arte può aiutare il business ad affrontare meglio le sfide di oggi
Anja Puntari

29.8.2016
L'importanza del coachee nell'executive coaching
Roberto Degli Esposti

20.5.2016
Rugby Team Building 2016 – 20/21 maggio Stadio Carlini Genova
Performant