Blog

Il nostro modo di fare business coaching è una costante ricerca e un continuo sviluppo che nasce in stretta relazione con i clienti con i quali lavoriamo. E' un insieme di conoscenza tacita, implicita ed esplicita in costante evoluzione per creare valore a individui, team e organizzazioni. In questo blog condividiamo gli apprendimenti acquisiti nella quotidianità del nostro operare.



21.5.2020
La flessibilità delle lavoratrici nell'emergenza Covid19 e il rischio di una fase 0
Performant
by SCOA

Da un punto di vista attitudinale, la flessibilità è una competenza core per molti lavoratori e lavoratrici e si traduce in comportamenti osservabili. Ora più che mai, in tempi di pandemia, si rivela importante quando lavoriamo da remoto, ma ciò rischia di relegare una parte della popolazione lavoratrice nelle mura domestiche. Che sia arrivato il momento di "aggiornare" il nostro modo di gestire il Business, puntando su un approccio davvero flessibile?

La fase 2 è ormai iniziata, e da una settimana abbiamo abbracciato questo cambiamento. Riaprono molte attività, cominciamo ad avere più libertà negli spostamenti e negli incontri interpersonali. Tutto ovviamente seguendo le normative e le disposizioni del governo.

Ma il ritorno alla normalità è ancora molto lontano. In questi due mesi di quarantena abbiamo affrontato tantissime sfide fuori dalla nostra comfort zone: abbiamo dovuto gestire la dimensione familiare con quella lavorativa in un unico spazio, ci siamo destreggiati e immersi nel potenziale del digitale che prima non era pienamente sfruttato - o poco considerato dalle aziende, soprattutto PMI, abbiamo scoperto prima lo smart working e poi il lavoro da remoto fino all'agile work.

Insomma, abbiamo tastato con le nostre mani e con i nostri pc cosa significhi essere flessibili.

Anzi, abbiamo vissuto un nuovo tipo di flessibilità, una capacità 2.0 di destreggiarsi e di adattarsi alle circostanze e alle eventualità nate dallo scoppio della pandemia. 

Abbiamo riflettuto, in un intervento di PdM Talk, rubrica della rivista ESTE, su cosa significhi per le lavoratrici donne lavorare da casa durante una pandemia. 

Abbiamo dovuto essere doppiamente flessibili, sia sul posto di lavoro sia nei momenti dedicati alla famiglia, abbiamo dovuto fare appello alle nostre capacità organizzative per condividere nello stesso spazio tempo sia gli affetti che il lavoro. 

Infatti gli spazi di lavoro e quelli personali, per la maggior parte di noi, sono sempre stati separati gli uni dagli altri: non eravamo pronti, e il sostegno che i lavoratori e le lavoratrici hanno ricevuto è stato poco.


Cos'è la flessibilità sul lavoro

Se parliamo di flessibilità sul posto di lavoro, intervengono variabili agili e dinamiche che permettono di gestire il proprio lavoro con più autonomia

Essere un lavoratore flessibile non significa avere orari scombinati da quelli dei colleghi o semplicemente lavorare due ore al giorno. La flessibilità lavorativa, soprattutto da un punto di vista normativo, è molto altro ed è regolamentata. Si declina nella scelta da parte del lavoratore delle formule a lui/lei più adatte, ad esempio lo smart working o il co-working. Prevede anche un orario cucito ad hoc, e ovviamente l'uso tutti quei devices e piattaforme che possano consentire di lavorare in modo flessibile e a distanza, ad esempio, da una baita in montagna o da un'amaca in spiaggia.


La flessibilità è un comportamento osservabile

Da un punto di vista attitudinale, la flessibilità è una competenza core per molti lavoratori e lavoratrici. Siamo in grado di riconoscere se siamo davvero flessibili attraverso i comportamenti osservabili, tratti dal dizionario delle competenze di Performant by SCOA.

Un lavoratore o lavoratrice può dire di essere flessibile se è in grado di modificare i propri comportamenti e schemi di lavoro con il mutare delle circostanze. Comportamento decisamente attuale in un momento storico di pandemia globale. 

Chi è flessibile ricalcola le sue priorità e/o le sue tasks quando la situazione prevista non si verifica o quando aumentano le pressioni interne. Inoltre prende in considerazione nuove richieste di un cliente interno/esterno e cerca soluzioni alternative alle prassi consuete.

Comprende e apprezza prospettive differenti su una questione, accogliendo proposte, suggerimenti e contributi esterni, e li applica se li trova convenienti.

Supera gli ostacoli senza irrigidirsi su percorsi stabiliti, dimostrando inventiva e problem solving. Coglie le opportunità emergenti senza arroccarsi nelle procedure stabilite e mantiene l'efficacia anche in situazioni di rapido cambiamento e fortemente incerte, altro comportamento fondamentale, perché è in grado di gestire con efficacia le ambiguità e le incertezze lavorative, adattandosi positivamente agli imprevisti lavorativi.

Riesce agevolmente a modulare il ritmo lavorativo e a lavorare con efficacia in una molteplicità di situazioni e con persone differenti, oltreché a gestire differenti questioni e priorità lavorative, mantenendo l'attenzione sugli obiettivi e sulle esigenze del cliente. 

Insomma, la definizione di flessibilità oltrepassa il multitasking. E definisce le performance lavorative di molti professionisti, ma soprattutto di una fascia lavoratrice, che in questi mesi ha dovuto superare questa definizione scolastica di flessibilità e adattarla alla sfera privata, che è stata necessariamente con-fusa con quella lavorativa: stiamo parlando delle lavoratrici che in remote working rischiano di eclissare il loro lavoro in favore della famiglia.


Flessibilità al femminile non vuol dire regressione: la fase 0

Alla luce di queste declinazioni della flessibilità in comportamenti osservabili, e alla luce dell'emergenza Covid19 in corso, sono nate delle contingenze che hanno fuso la dimensione familiare con quella lavorativa. 

E i dati rivelano che a pagarne le conseguenze sono state le lavoratrici che, lavorando da casa, si sono trovate in difficoltà nella gestione di queste due dimensioni.

Ora che la ripartenza è lentamente iniziata, ci si aspetterebbe che il lavoro da remoto non diventasse l'unica soluzione proponibile alle donne lavoratrici. Ma la situazione rischia di non essere favorevole. Come riporta il Sole24Ore: "secondo i consulenti del lavoro, dunque, le mamme hanno lavorato più dei papà, «un fattore collegabile al differente livello di occupazione tra uomini e donne nei settori industriali e nei servizi essenziali, laddove la presenza femminile risulta più bassa nei primi e più alta nei secondi». Su 100 occupate con almeno un figlio con meno di 15 anni, 74 hanno lavorato ininterrottamente (contro 66 uomini nella stessa condizione), il 12,5% ha ripreso il lavoro dallo scorso 4 maggio, mentre il 13,5% dovrebbe ritornare alla propria attività entro la fine del mese. Ma non è detto, sottolinea la ricerca, perché potrebbero non riuscire a gestire la conciliazione tra lavoro e impegni familiari."

Il remote working rischia di confinare in casa molte donne che non potranno tornare al lavoro. Una situazione che è lo specchio di un paese che ha sempre puntato sul welfare familiare, considerando le donne uniche depositarie di valori tradizionali. Ma ora il prezzo potrebbe essere molto alto: le donne devono la loro affermazione nella società al fatto di essere uscite di casa e aver dimostrato il valore del loro contributo. 

Le grandi crisi hanno sempre lasciato in eredità grandi disuguaglianze, e nel nostro paese ci sono segnali che lasciano presagire un rafforzamento della disuguaglianza di genere. 

Molte lavoratrici non rientreranno al lavoro in questa fase due, per questo viene definita fase 0, in cui il recupero della normalità potrebbe subire il contraccolpo della crisi e si vivrà un'impossibilità delle famiglie di affidarsi alle strutture sociali di sostegno e alle scuole. Si rischia che le donne lavoratrici saranno deputate alla cura della dimensione familiare e che non saliranno sul treno della ripartenza. 

Lavorare da casa rischia di escludere le donne dal mondo del lavoro, ed è importante che le lavoratrici si sentano continuamente parte dell'organizzazione per cui lavorano. 

Questi temi sono stati affrontati lo scorso venerdì, durante il talk di ParoleDiManagement in cui si è discusso della minaccia che incombe su molte lavoratrici e del rischio di non vederle partecipi della ripartenza economica, ma anche di non ricevere l'aiuto che necessitano. Sono intervenute Marilena Ferri, Group Chief People & Transformation Officer di AUTOGRILL, Luisa Pogliana, presidente di Associazione Donnesenzaguscio, Paola Pomi, Ceo di SINFO ON, Anja Puntari, Partner in Performant by SCOA e Senior Business Coach, Michela Spera, Sanità integrativa e bilateralità, CCNL Federmeccanica-Assistal/Artigiani-FIOM-CGIL.

Luisa Pogliana, presidente di Associazione Donnesenzaguscio, dice: "si intravedono due tendenze che coinvolgono la popolazione lavoratrice femminile: lo smart working, tradotto in telelavoro, che rischia di segregare le donne in casa e toglierle dalla razionalità del mondo del lavoro. La seconda è la tendenza ad espellere le donne dai processi decisionali, controbilanciata con l'inclusione last minute nella task force di figure femminili dopo un mese di protesta. Tendenza frutto di una gestione maschile degli aspetti manageriali della maggior parte delle aziende".  

Fondamentale è la concezione che il lavoro da casa non debba essere imposto dall'azienda sui suoi lavoratori, che siano uomini o donne: deve essere una scelta consapevole e dettata dalle esigenze dei singoli individui. Questo significa lavorare in modo flessibile e smart.

Serve infatti superare l'organizzazione post fordista dei primi del novecento verso un nuovo tipo di organizzazione, improntata al lavoro agile che garantisca la libertà di andare in ufficio o di lavorare da casa a seconda delle proprie necessità. Il lavoro da remoto, per le famiglie con figli sotto i 14 anni, è diventato un diritto. Questo è certamente un contributo positivo, che offre la possibilità ai lavoratori di autogestirsi, aumentando il livello di autonomia e responsabilità sui risultati ottenuti. Questo servizio dovrebbe estendersi anche a famiglie senza minori di 14 anni, a tutti i lavoratori: serve una nuova organizzazione fondata sulla leadership integrativa, non oppositiva o di chiusura, e un approccio al lavoro improntato sugli obiettivi da raggiungere, non sull'orario di lavoro.

Che sia arrivato il momento di "aggiornare" il nostro modo di gestire il Business, puntando sulla crescita sociale, sul rafforzamento culturale ambientale e sull'ottimizzazione degli standard lavorativi?

In questo scenario le organizzazioni si devono preparare a una condizione di lavoro estremamente flessibile, appunto. Anja Puntari, Senior Business Coach, Partner in Performant by SCOA  parla infatti di un nuovo Business Model, molto più complesso di quello precedente, che si attiva in momenti e in modi diversi agendo anche su competenze eterogenee. Lentamente, anche l'Italia comincerà a garantire maggiore flessibilità ai suoi lavoratori e lavoratrici, sostenendo il welfare aziendale e il benessere dei dipendenti. 

Concludiamo con una riflessione di Puntari: "quando si parla del ruolo della donna nel mondo del lavoro e delle difficoltà che incontra dobbiamo considerare due realtà diverse: la situazione collettiva, la cultura comportamentale del paese; e gli individui singoli che possono fare una grande differenza in termini di comportamenti e attitude. 

Il cambiamento e come viene percepita la donna nel lavoro dipendono entrambi dalla congiunzione di queste due dimensioni: cosa permette il contesto collettivo, la cultura, di fare, e che spazi di manovra lascia al singolo? 

Le azioni che i singoli compiono creano dei precedenti e spianano la "strada" affinché gli altri possano percorrerla". 

Il mindset si modifica, le diverse prospettive si confrontano, e da questa dialettica si giunge al cambiamento.



28.5.2020
Una nuova normalità è l'occasione per ritrovare l'autenticità
Roberto Degli Esposti

21.5.2020
La flessibilità delle lavoratrici nell'emergenza Covid19 e il rischio di una fase 0
Performant

14.5.2020
Connettersi, Disconnettersi e Focus – cosa stiamo imparando lavorando da casa?
Performant

6.5.2020
La forza della mindfulness. Il percorso di Pamela Maguire
Performant

30.4.2020
Come dare feedback nella comunicazione digitale
Performant

23.4.2020
Nuovi comportamenti da attuare durante l'emergenza COVID-19
Performant

16.4.2020
Come possiamo prepararci all'autunno 2020?
Performant

9.4.2020
Il Team Coaching in virtuale
David Clutterbuck

2.4.2020
4 effetti collaterali del lavoro da remoto
Performant

25.3.2020
L'onestà aiuterà il team ad attraversare la crisi
Performant

19.3.2020
Uno sguardo sulla Supervisione: l'esperienza di Monica Giacomini come Supervisee
Performant

12.3.2020
Perché un'azienda dovrebbe puntare sulla mindfulness?
Pamela Maguire

8.3.2020
Perché parlare di gender inclusion in azienda oggi è più difficile che mai?
Anja Puntari

5.3.2020
"Houston, we have a problem!"
Rosalba Dambrosio

27.2.2020
Come aiutare la performance di un Team impegnato su un progetto strategico aziendale
Francesco Solinas

20.2.2020
Quali competenze deve possedere un influencer?
Matteo Fumagalli

13.2.2020
Come l'Agile Mindset favorisce e sviluppa il Business Coaching
Deborah Bianchi

6.2.2020
Perchè essere donna non vuol dire essere diversa: ritratto di Marianne Fröberg
Performant

29.1.2020
Dal Coaching 1:1 al Team Coaching
David Clutterbuck

23.1.2020
Migliorare le performance: 5 competenze da allenare nel 2020
Performant

15.1.2020
Cosa vorresti realizzare? Siamo tutti imprenditori ma pochi lo sanno.
Carlo Boidi

2.1.2020
La finestra sul giardino: una vista sul decennio che verrà
Roberto Degli Esposti

19.12.2019
Il nostro impegno nel sociale:
intervista a Mariana Ruenes
Anja Puntari

12.12.2019
Sette domande ad Alberto Camuri
Performant

21.11.2019
FOMO: Una nuova forma di ansia sociale
Matteo Fumagalli

31.10.2019
Leadership e potere
Roberto Degli Esposti

24.10.2019
Essere Business Coach: Sei domanda a Luca Federico Ricci
Performant

23.10.2019
Boss and Leader: Twin roles
Gian Franco Goeta

17.10.2019
La riunione di lavoro? Dovrebbe essere l'eccezione
Francesco Solinas

9.10.2019
Dove sta andando il Business Coaching: Il keynote speech di Roberto Degli Esposti
Performant

3.10.2019
Da Impiegato ad Amministratore Delegato in 7 passi. Dove sei ora e dove vuoi arrivare?
Carlo Boidi

1.10.2019
Is your organisation ready for internally sourced team coaching?
David Clutterbuck

26.9.2019
Perchè Siamo Diventati Immuni Alla Pubblicità?
Performant

24.9.2019
Yet another reason to focus more on the team and less on individuals
David Clutterbuck

18.9.2019
Non c'è dubbio: il nostro cervello pensa in modo spaziale
Georg Senoner

17.9.2019
Why do Coaches need supervision?
David Clutterbuck

12.9.2019
I superpoteri del Sales Leader

10.9.2019
Why leading change just keeps getting more complicated
David Clutterbuck

5.9.2019
Capo e leader: due ruoli gemellari
Gian Franco Goeta

3.9.2019
How to build a Coaching culture in work teams
David Clutterbuck

29.8.2019
Essere Business Coach: Sei domande a Angela Bassi
Performant

27.8.2019
Lost in Translation
Rosalba Dambrosio

8.8.2019
Conosci te stesso e non presumere di essere di più
Carlo Boidi

6.8.2019
Linking Mentoring and Coaching to business processes
David Clutterbuck

1.8.2019
Cosa c'entrano le costellazioni?
Georg Senoner

25.7.2019
Vedere: una forma d'ascolto
Anja Puntari

18.7.2019
La gestione dello stress
Francesco Solinas

16.7.2019
How can I help my manager to Coach me?
David Clutterbuck

11.7.2019
STILI DI COMUNICAZIONE DIVERSI: Un tesoro per il Team
Performant

9.7.2019
From one to one Coach to Team coach
David Clutterbuck

4.7.2019
Feedback, Feedforward e Coaching Conversation
Patrizia Fagnani

2.7.2019
Eight Coaching myths and misconceptions
David Clutterbuck

27.6.2019
Selezione HR e competenze comportamentali: Intervista a Monica Ferrario
Performant

20.6.2019
L'esercizio disfa il potere (nei team)
Roberto Degli Esposti

13.6.2019
Le tante facce della responsabilità
Georg Senoner

11.6.2019
What every HR director should know about coaching and mentoring strategy
David Clutterbuck

6.6.2019
Come decidiamo? Riflessioni sulla correlazione tra emozioni e pensieri
Georg Senoner

4.6.2019
The ROI of Mindfulness
Pamela Maguire

29.5.2019
KNOW YOUR OWN CULTURE TO WORK EFFECTIVELY WITH OTHERS: Interview by Anja Puntari with Tim Bright
Anja Puntari

23.5.2019
Cosa sono le Management Constellation: Intervista a Georg Senoner
Performant

16.5.2019
LA SUPERVISIONE: Elemento di differenziazione
Alberto Camuri

9.5.2019
Leadership musicale e aziendale a confronto: Intervista a Andrea Porta
Performant

2.5.2019
COMPETENCY-BASED RECRUITMENT: Intervista a Pietro Ferrario
Performant

24.4.2019
Dalle caratteristiche vincenti della nostra specie al Mentoring
Carlo Boidi

18.4.2019
L'approccio competency-based alla selezione? Un potente strumento di auto-osservazione, sviluppo e Coaching
Alessandra Venco

11.4.2019
Di cosa parliamo quando parliamo di Organisational Coaching
Carlo Boidi

4.4.2019
Confusione da internet: Quando ai meeting chattiamo col partner e, insieme ai figli, parliamo col capo
Matteo Fumagalli

28.3.2019
Essere Business Coach: Sei domande a Roberto Degli Esposti
Performant

21.3.2019
L'ORGANIZZAZIONE CHE SI AUTO-DIREZIONA: alcune riflessioni sulle e per le aziende
Patrizia Fagnani

14.3.2019
CASO DI STUDIO: PROGETTO ‘I TIMONIERI DI HUMAN COMPANY: Il Mentoring per il "Talent Management"
Matteo Perchiazzi

7.3.2019
Essere Business Coach. Sei domande a Anja Puntari
Performant

27.2.2019
Il ROI della mindfulness
Pamela Maguire

21.2.2019
Essere un Team: il confine sottile tra alleanza e rivalità

14.2.2019
Di cosa parliamo quando parliamo di Mentoring: intervista a Matteo Perchiazzi
Performant

7.2.2019
Quando la saggezza diventa protagonista in azienda
Carlo Boidi

31.1.2019
Lo stato dell'arte del Coaching e del Mentoring
Performant

24.1.2019
Condurre al coraggio e con coraggio / Leading Courage With Courage
Paula Kuusipalo-Määttä

17.1.2019
Leadership, individuo e organizzazione
Gian Franco Goeta

10.1.2019
Quali sono le competenze da allenare nel 2019?
Performant

27.12.2018
Il futuro è reinventare adesso!
Roberto Degli Esposti

19.12.2018
Donare: a Natale e nel Coaching
Matteo Fumagalli

13.12.2018
Sei domande a Silvana Tacini: Com'è cambiato il Business Coaching nel tempo?
Performant

6.12.2018
Le esigenze dei millennial nel mercato lavorativo di oggi
Massimo Bonello

29.11.2018
Scegliere le persone con un approccio Competency - Based
Alessandra Venco

22.11.2018
L'organizzazione basata sulle competenze invece che sui compiti
Roberto Degli Esposti

15.11.2018
ORA: Il magazine che abilita la cultura del Coaching
Matteo Fumagalli

8.11.2018
Può una diga essere bella? Il movimento dello scavatore può raccontarci poesie?
Anja Puntari

1.11.2018
È ancora attuale il capo Coach?
Gian Franco Goeta

25.10.2018
Sulle competenze digitali
Rosalba Dambrosio

18.10.2018
La supervisione e il self as instrument
Alberto Camuri

11.10.2018
Intelligenza emotiva: un fattore chiave nell'apprendimento dell'adulto
Anja Puntari

4.10.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Cristina Nava
Performant

27.9.2018
Intervista ad Alex Viola
Performant

20.9.2018
Esiste l'equazione della perfetta comunicazione?
Matteo Fumagalli

13.9.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Monica Giacomini
Performant

6.9.2018
Farsi trasportare: Il potere della metafora
Anja Puntari

31.8.2018
E se spostassimo i riflettori dai leader ai team member?
Carlo Boidi

24.8.2018
Intervista a David Clutterbuck (Parte 2): Cosa c'è di bello nell'essere un team coach?
Performant

9.8.2018
La rivoluzione del ''System Coaching'' e della qualificazione delle Competenze
Performant

2.8.2018
Realtà aumentata, una nuova frontiera del Coaching
Matteo Fumagalli

28.7.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Alessandra Venco
Performant

19.7.2018
Intelligenza emotiva e Leadership: Un binomio impossibile?
Performant

12.7.2018
Wood'd, tra tradizione e futuro: Intervista a Stefano Aschieri Performant
Performant

5.7.2018
Intervista a David Clutterbuck (Parte 1): Cosa c'è di bello nell'essere un Team Coach?
Performant

21.6.2018
Career mentoring: Hai bisogno di una guida?
Massimo Bonello

7.6.2018
Management & Krav Maga: due discipline, un passaggio di crescita

31.5.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Deborah Bianchi
Performant

25.5.2018
La forza della leadership
Roberto Degli Esposti

17.5.2018
Non si può non comunicare
Alessandra Venco

10.5.2018
L'essenza della supervisione
Alberto Camuri

3.5.2018
É anche un fatto di spogliatoio (Il team)
Roberto Degli Esposti

26.4.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Carlo Boidi
Performant

20.4.2018
La forma dell'acqua: il potere dell'amore
Gian Franco Goeta

12.4.2018
Allenare le emozioni: il ponte tra pensieri e comportamenti

4.4.2018
Essere Business Coach: Sei domande a Patrizia Fagnani
Performant

29.3.2018
La self-leadership
Alessandra Venco

21.3.2018
Intervista a Marco Mordente
Matteo Fumagalli

8.3.2018
Leadership: Churchill, Hitler e la forza del dubbio
Gian Franco Goeta

1.3.2018
Essere Business Coach: Sei domande a Davide Merletto
Performant

23.2.2018
The post - Una lezione di leadership
Gian Franco Goeta

15.2.2018
Breve storia del Coaching e del Mentoring: dal conflitto all'unione – da professione a cultura
Carlo Boidi

8.2.2018
Alle radici dell'imprenditorialità
Gian Franco Goeta

1.2.2018
Essere Business Coach. Sei domande a Francesco Solinas
Performant

25.1.2018
La resilienza non vuol dire la resistenza!
Roberto Degli Esposti e Anja Puntari

18.1.2018
Il contesto di lavoro fa male alla salute!
Emilio Rago

11.1.2018
Il progresso dell'Umanità è nelle competenze del coach?
Carlo Boidi

6.1.2018
Generare valore: perché altri possano sbocciare

28.12.2017
Tranquilli, i robot non vi ruberanno il lavoro!
Roberto Degli Esposti

23.12.2017
Un augurio di crescita e ricchezza (insieme agli altri)
Matteo Fumagalli

14.12.2017
Almodóvar, McGrath e il Coaching
Patrizia Fagnani

7.12.2017
Lo Shopping è musica rap tra emisfero destro e sinistro.
Fabio Zancanella

27.11.2017
Un percorso esperienziale che permette di uscire dai canoni della formazione
Matteo Fumagalli

21.11.2017
Sento dunque posso: Le esperienze dei coach
Matteo Fumagalli

15.11.2017
Il ruolo delle emozioni nel business coaching: il processo di trasformazione
Roberto Degli Esposti

7.11.2017
L'arte come metodo
Gabriela Galati

31.10.2017
Il dizionario delle competenze: un indubbio strumento di lavoro
Emilio Rago

26.10.2017
Il coraggio di provare: finché non fai non sai

10.10.2017
Trasformazione: da un'idea di brand a un tool-kit tangibile da toccare e sentire (Parte 2/2)
Anja Puntari

5.10.2017
Trasformazione: da un'idea di brand a un tool-kit tangibile da toccare e sentire (Parte 1/2)
Anja Puntari

26.9.2017
Superare le impasse.
Performant

9.9.2017
Il ponte tra arte e business
Performant

31.8.2017
Ma è così difficile fare domande?
Alessandra Venco

9.8.2017
Il successo è un atteggiamento mentale

2.8.2017
Il valore nell'allenare i manager a fare i manager
Alessandra Venco

26.7.2017
L'azienda di successo ha bisogno di persone resilienti
Francesco Solinas

5.7.2017
L'introspezione. Una fregatura per la nostra efficacia?
Patrizia Fagnani

27.6.2017
Realizzare i propri obiettivi significa trasformare i sogni in ricordi

22.6.2017
La fatica come dono, la passione come necessità.
Performant

16.6.2017
Sulla Supervisione
Performant

6.6.2017
Contenere l'emozione in cinque passi
Francesco Solinas

1.6.2017
"Perché un coach deve andare a Venezia?"?Lezioni di coaching dall'arte contemporanea
Emilio Rago

19.5.2017
Misurare i comportamenti: l'allenamento è nulla senza controllo

12.5.2017
"VIVA ARTE VIVA" - trasformazione e sviluppo attraverso le opere della Biennale di Venezia
Anja Puntari

21.4.2017
Come sono le domande buone?
Anja Puntari

13.4.2017
Chi annaffia chi
Patrizia Fagnani

6.4.2017
Allenare i comportamenti: l'eccellenza non è un punto di arrivo ma un metodo

30.3.2017
Salini-Impregilo: Perche e come rendere visibile il patrimonio intangibile dell'azienda?
Anja Puntari

23.3.2017
The future of team coaching
David Clutterbuck

16.3.2017
L'equilibrio? La prima delle condizioni per l'efficacia di un team
Roberto Degli Esposti

9.3.2017
How to build a coaching culture in work teams
David Clutterbuck

23.2.2017
Progettare i comportamenti: non esistono cose difficili ma cose che non so ancora fare

17.2.2017
Ferrara e le finestre rotte
Patrizia Fagnani

10.2.2017
Team Coaching What's the point?
David Clutterbuck

7.11.2016
Diversity Management? A cominciare dai ''non diversi''
Roberto Degli Esposti

2.11.2016
Allineare le aspettative: non serve vendere ma convincere!

17.10.2016
Il potere della mindfulness nel business coaching
Francesco Solinas

11.10.2016
The artists knowledge - come l'arte può aiutare il business ad affrontare meglio le sfide di oggi
Anja Puntari

29.8.2016
L'importanza del coachee nell'executive coaching
Roberto Degli Esposti

20.5.2016
Rugby Team Building 2016 – 20/21 maggio Stadio Carlini Genova
Performant