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Il nostro modo di fare business coaching è una costante ricerca e un continuo sviluppo che nasce in stretta relazione con i clienti con i quali lavoriamo. E' un insieme di conoscenza tacita, implicita ed esplicita in costante evoluzione per creare valore a individui, team e organizzazioni. In questo blog condividiamo gli apprendimenti acquisiti nella quotidianità del nostro operare.



7.6.2018
Management & Krav Maga: due discipline, un passaggio di crescita
Davide Merletto
Senior Business Coach, Partner e Docente SCOA

"Il segreto del cambiamento è concentrare tutta la tua energia non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo." (Socrate)

Diciamoci la verità, entrare in conflitto sul lavoro ogni tanto è proprio inevitabile. Nella mia esperienza di Coach, inoltre, in qualche occasione è anche utile e può diventare un modo per misurare la propria assertività e la propria autostima.

Alex Viola, oltre ad essere un imprenditore di successo è un mio caro amico da anni. Quando mi parlò per la prima volta del sistema di combattimento che stava praticando con passione da diverso tempo rimasi subito affascinato e, dopo qualche riflessione, decisi di provare. Fondato dall'ufficiale dell'esercito Imi Lichtenfeld, il Krav Maga è un sistema di autodifesa e combattimento ravvicinato di origine israeliana. Nato durante la prima metà del '900, significa letteralmente "combattimento con contatto/combattimento a corta distanza". 

Negli ultimi anni, come Business Coach, mi è capitato spesso di accompagnare giovani e talentuosi Manager nella loro evoluzione in Executive. Si tratta di un passaggio di crescita molto delicato che, tra le altre cose, richiede un'importante trasformazione a livello relazionale: abbassare in modo graduale il livello di compiacimento che spesso siamo obbligati a tenere verso gli altri quando ricopriamo posizioni meno apicali. È un ambito del Coaching molto sfidante e sono convinto che oggi sarei molto meno efficace se sul mio cammino non avessi incontrato uno dei migliori istruttori di Krav Maga che la città di Milano abbia la fortuna di ospitare: Fabrizio Carro.

Fabrizio ed io abbiamo trovato fin da subito molti punti di contatto tra le nostre due attività di "allenatori di comportamenti" e, dopo circa un anno, abbiamo deciso di scrivere insieme questo articolo per raccontare la nostra esperienza. 

Frequentare il territorio esterno alla tua zona di comfort ti aiuta a prendere consapevolezza di competenze e di qualità che ignoravi di avere e, di conseguenza, a sperimentare approcci e comportamenti nuovi che ti crescono come individuo. Entrando dentro al tema del contrasto che si può trasformare in conflitto, è interessante fare distinzione tra tecnica e tattica: "La tecnica è la "soluzione necessaria", resa efficace da un allenamento adeguato ad un problema relativo, ad un'aggressione o minaccia non evitabile né prevedibile. Nel Krav Maga la tecnica è basata sullo studio della biomeccanica e delle reazioni istintive. La tattica, invece, è lo studio di un comportamento/atteggiamento finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, ovvero il corretto posizionamento nell'area di pericolo, l'uso di eventuali oggetti comuni come strumento di autodifesa, il posizionamento in relazione agli aggressori qualora fossero più di uno e in relazione all'ambiente nel quale ci si trova"

Nel Business Coaching, la tecnica è spesso rappresentata dalla ricchezza delle conoscenze e delle esperienze che un professionista possiede nell'ambito del suo ruolo (e non solo). Si potrebbe chiamare invece "tattica" quel set di approcci e di comportamenti provenienti dalle Soft Skill che massimizzano le probabilità di successo nella realizzazione di un obiettivo o di una Performance. 

Una cosa fondamentale che ho imparato è che stare nel confronto, in termini di Management, significa soprattutto utilizzare un linguaggio verbale, non verbale e para-verbale assertivo: in equilibrio tra il rispetto del nostro interlocutore e la determinazione a fare chiarezza circa le nostre emozioni e il nostro punto di vista, impegnandoci ad evitare scivoloni nell'aggressività o nella passività.

Un altro aspetto sul quale Fabrizio ed io abbiamo subito trovato evidenti affinità è quello dell'allenamento. Se hai già letto i miei articoli o mi conosci di persona, sai per certo che sono un forte sostenitore dell'esercizio, della misurazione dei progressi e della sperimentazione continua. Chiacchierando di questo con Fabrizio ecco cosa è emerso: "Come ti alleni, così combatti e ti difendi. Per questo l'allenamento è fondamentale poiché per poter porre in essere un'adeguata autodifesa, il corpo e la mente devono essere condizionati a farlo in maniera istintiva e rapida. La mente riconosce e quindi identifica eventi dai quali è già stata precedentemente sollecitata e questo avviene attraverso un allenamento specifico e graduale. Il rapporto con la fatica deve diventare abituale, non è possibile allenarsi all'autodifesa senza un serio e costante impegno fatto di disciplina e sacrificio. La mente, se opportunamente condizionata, non distingue più la differenza tra un evento simulato e uno reale".

Non potrei essere più d'accordo. Chi lavora con me sa quanto io sia insistente sul tema della sperimentazione: è possibile crescere anche senza osare troppo. Il coraggio non è necessariamente un "all-in", è un approccio mentale che inizia anche dalle piccole cose, scalfendo le piccole convinzioni, provocando piccoli cambiamenti. Come mi ripete spesso Fabrizio prima della simulazione di un combattimento "Il coraggio è come un muscolo e come tale va allenato, l'obiettivo è sviluppare la capacità di agire nonostante la paura. Il coraggio cresce mano a mano che ci abituiamo ad agire sempre più fuori dalla nostra zona di comfort".

Le conversazioni che Fabrizio ed io abbiamo riguardo alle affinità delle nostre professioni sono ricche e frequenti, riportarle tutte in un unico articolo si trasformerebbe nella stesura di un trattato ! Tuttavia, c'è ancora un tema a me molto caro che sento il desiderio di mettere a tua disposizione: il ruolo delle emozioni.

Così come un percorso di Business o Executive Coaching affonda le sue radici nello sviluppo di un piano di azione denso e articolato, così il Krav Maga è fatto di tanto allenamento tecnico, tattico e fisico supportato da simulazioni realistiche e stress indotto. "Il ruolo delle emozioni è determinante per essere efficaci, nessuno può difendersi o combattere se paralizzato dalla paura. Un adeguato Mental Coaching e intense sessioni di allenamento possono fare una grande differenza in una situazione di pericolo per la propria o altrui incolumità. Non si tratta di eliminare la paura, la quale se ben gestita può e deve diventare un'ottima alleata". Le emozioni sono un potente motore che si accende con i nostri pensieri e guida i nostri comportamenti.

Allenamento, fatica, sfida, vittoria, fallimento, miglioramento… i principi fondamentali del Krav Maga, i principi fondamentali del Management e, probabilmente, della vita.

Kida.




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