Essere Business Coach: Sei domande a Patrizia Fagnani

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Che cosa ti appassiona del Business Coaching?

Mi appassiona lavorare con le persone e per le persone. Trovo soddisfazione quando, sviluppando una conversazione riflessiva e uscendo dalla propria zona di comfort, la persona raggiunge i propri risultati creando valore per sé e per l’organizzazione. Mi appassiona vedere il sorriso alla fine di un percorso.

Che cos’è per te il Business Coaching e a cosa serve?

Utilizzo spesso una metafora “fermarsi e scendere dalla ruota del criceto”: quanta ricchezza c’è già solo in questo movimento, in questo prendersi uno spazio! Il Business Coaching è utile perché sviluppa nella persona la capacità di ampliare la propria visione, incoraggia l’adozione di un pensiero più sistemico, lavorando sull’integrazione dell’intelligenza cognitiva con quella emotiva.

Cosa facevi prima di diventare Business Coach e cosa ti ha spinto a diventarlo?

Sono stata una manager in grandi realtà multinazionali. Durante i miei tanti anni aziendali, ho partecipato a vari percorsi di formazione, anche di tipo esperienziale ma mai a un percorso di Coaching. Credo che la mia vita professionale sarebbe stata migliore! Ho incontrato il Coaching per caso e dopo qualche corso sono approdata al corso SCOA. Sono stata spinta a lasciare l’Azienda da un pensiero e un’emozione: “è ora di cambiare, fai questa cosa che ti dà passione!”

Qual è il taglio che vuoi dare, con le tue competenze e idee, nel mondo del Business Coaching?

Promuovo una visione olistica della persona e dell’organizzazione come organismo vivente, in rapido e continuo mutamento: è importante percepire l’insieme, le interdipendenze, sviluppare una forte consapevolezza dell’impatto che si ha sugli altri e dell’impatto che gli altri e gli eventi hanno su di noi. L’azione, il cambiamento diventano così un allargamento dei consueti schemi comportamentali.

“Allargare” significa avere più possibilità di interagire efficacemente con gli altri! Ritengo sia fondamentale che il Coach trasferisca al suo cliente la competenza dell’auto-sviluppo, così che i benefici del Coaching continuino anche dopo la fine del percorso.

Dalla tua prospettiva di Business Coach, quali sono le competenze da allenare per rimanere in equilibrio e organizzazione nel 2018?

La capacità di leggere qualsiasi scenario in chiave sistemica, l’intelligenza emotiva, il lavoro in team, la flessibilità cognitiva e emotiva, l’auto-sviluppo e la resilienza.

C’è un libro (o anche articolo, film ecc.) che ti senti di consigliare e che affronti, in modo implicito o esplicito, il tema del Business Coaching? In che modo lo affronta?

Questa domanda è più difficile. Ci sono molti libri che trattano l’argomento, ma personalmente dopo un po’ mi annoiano. Il Coaching è lavorare sull’amplificazione della propria esperienza e la lettura del “che cosa fare per” l’ho sempre trovata poco motivante e semplicistica. Il tutto cambia “dopo” aver intrapreso un percorso di Coaching: le parole e le affermazioni allora risuonano in altro modo! E tutto ci può far risuonare: gli altri, una lettura, un film…

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