Conosci te stesso e non presumere di essere di più

Conosci te stesso e non presumere di essere di più
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin
Share on whatsapp
Share on email

A un'importante conferenza una persona del pubblico si alza e chiede al famoso cosmologo Stephen Hawking: "Lei ha detto di non credere in Dio. Ha una filosofia di vita che l'aiuta?".

In quel momento Stephen Hawking vede una ragazza seduta nelle prime file. Le cade una biro e lo scienziato immagina di alzarsi dalla sua sedia a rotelle, raccoglierla e restituirla alla ragazza.
Ma tutto questo non è possibile. Il limite della malattia è insormontabile.
Stephen Hawking inizia quindi ad enunciare la sua filosofia: “E’ chiaro che noi siamo solo una razza evoluta di primati su un pianeta minore che orbita intorno a una stella di medie dimensioni nell’estrema periferia di una fra 300 miliardi di galassie. Ma, fin dall’alba della civiltà, l’uomo si è sempre sforzato di arrivare alla comprensione dell’ordine che regola il mondo.  Dovrebbe esserci qualcosa di molto speciale nelle condizioni al confine dell’universo. E cosa può esserci di più speciale che l’assenza di confini? E non dovrebbero esserci confini neanche agli sforzi umani. Noi siamo tutti diversi e, per quanto brutta possa sembrarci la nostra vita, c’è sempre qualcosa che uno può fare con successo. Perché… finché c’è vita c’è speranza.”
Il pubblico si alza in piedi per dedicargli un lungo e caloroso applauso.

La maieutica, l’autorealizzazione e i limiti

Questo discorso è stato ricostruito nel film “La teoria del tutto” a partire da diverse frasi pronunciate dallo scienziato in diverse occasioni.
Stephen Hawking ci ha dimostrato come sia possibile spostare infinitamente i propri limiti, spinti dalla curiosità e dalla forza che nasce dal senso che vogliamo dare alla nostra vita.
Ma qual è il nostro potenziale? Quali sono i nostri limiti? Come facciamo a sapere che siamo arrivati alla nostra massima performance?

Tutto questo ha molto a che fare con la Maieutica che a sua volta ha influenzato parte del Coaching contemporaneo.
Nella filosofia greca c’erano due principi fondamentali che Platone sintetizza come “1 – Conosci te stesso” e “2 – non presumere di essere di più”.
“Conosci te stesso” significa riconoscere la nostra natura, il nostro “demone”: il demone o “daimon” era per i Greci l’energia della vita, la forza vitale racchiusa in un seme che vuole espandersi e realizzare il suo scopo: crescere ed esprimere le potenzialità che racchiude in sé.
Questo permette di raggiungere la “eudaimonia”, cioè la felicità data dall’autorealizzazione. Aristotele sosteneva infatti che lo scopo della vita è la felicità, intesa come massima realizzazione di noi stessi.

Ma non bisogna esagerare…

Però non bisogna esagerare, non bisogna superare il limite delle nostre abilità. Per gli antichi Greci se tenti di oltrepassare il tuo limite produci la tua rovina.
Presumere di essere al di la di quel che si è, viene punito dagli dei. Nel proprio percorso di autorealizzazione occorre coltivare il senso della misura, il senso del limite e del rispetto per il limite. 

Un conto è allenarsi per aumentare le nostre capacità e spostare i nostri limiti, un conto è oltrepassare senza misura i nostri limiti.

Il concetto di autorealizzazione porta allora in sé i concetti di autoconsapevolezza e di sostenibilità.

La civiltà moderna ha in parte dimenticato questi concetti: lo sviluppo tecnologico ci fornisce ad esempio una capacità di fare che ha superato di gran lunga anche la nostra capacità di immaginare gli impatti di ciò che facciamo.
Ogni anno superiamo ad esempio il limite delle risorse rinnovabili che il Pianeta è in grado di rigenerare nell’anno.
Il giorno in cui superiamo questo limite (l’overshoot day) viene anticipato ogni anno: nel 1980 è stato il 4 novembre, nel 2000 il 23 settembre, quest’anno è stato il 29 luglio. A partire dal 30 luglio accumuliamo globalmente altri debiti col Pianeta. Purtroppo in Italia le cose vanno peggio: l’overshott day è stato il 15 maggio.
Ognuno di noi mette in atto comportamenti e abitudini che contribuiscono inconsapevolmente a superare il limite di quel che si potrebbe fare. Acquistare un banale paio di jeans comporta lo spreco di 3800 litri d’acqua e la produzione di 33 Kg di anidride carbonica. Ogni anno vengono prodotti 3 miliardi e mezzo di jeans…

Oltrepassare ogni limite senza misura

Facciamo un altro esempio. Ci sono diversi corsi comunemente denominati “di sviluppo personale”, spesso confusi con il coaching, che dovrebbero aiutare le persone ad autorealizzarsi, a trovare il loro “demone”, ma che in realtà li spinge solo ad oltrepassare senza misura i propri limiti in nome della libertà finanziaria, dell’andare fuori dalla zona di comfort, del “se vuoi puoi” o del “if you can’t then you must”. Ci sono persone che a seguito di questi corsi prendono decisioni azzardate, magari si licenziano senza essersi preparati delle concrete alternative ma “sicuri” che ce la faranno.

Un conto è allenarsi per aumentare le nostre capacità e spostare i nostri limiti, un conto è oltrepassare i nostri limiti.

Mi vengono poi in mente alcuni sedicenti coach (purtroppo famosi) che scrivono libri su come guarire dall’Alzheimer, dai tumori o dal diabete. Non hanno capito cos’è il coaching ma non hanno neanche capito chi sono loro stessi.   

Presumere di essere di più di quel che si è.

Un altro esempio del “presumere di essere di più di quel che si è” è il fenomeno incredibile dei tanti politici che in diverse nazioni occupano posizioni di rilievo che sono totalmente al di fuori delle loro capacità intellettive, delle loro competenze e delle loro conoscenze.

Penso che ci sia un processo perverso per cui le persone che avrebbero le capacità e le competenze per stare alla guida di una nazione hanno anche la consapevolezza che i problemi da risolvere sono così complessi da non considerarli alla loro portata. Quindi, nella vita, vanno a fare altro e diventando magari famosi scienziati, importanti imprenditori, eccezionali manager, esperti professionisti, ecc.
Chi vive nell’ignoranza e nell’inconsapevolezza non ha invece la capacità di capire che i problemi di una nazione non sono alla sua portata e quindi intraprende una “carriera” politica fatta di arroganza, di fake news, di generazione di paura e di odio collegati a problemi inesistenti di cui poi vantarsi della soluzione. Non ha capacità e non lo sa, ha solo un’enorme sensazione di sicurezza di essere in grado di farcela. Una sensazione così grande da riuscire a convincere le masse e farsi votare.   Ma i problemi reali non li sa risolvere e forse neanche li vede.

“1 – Conosci te stesso” e “2 – non presumere di essere di più”… gli antichi Greci erano dei saggi.

Finché c’è vita c’è speranza

La speranza è che la cultura della maieutica, oggi riscoperta tramite il coaching, riesca a raggiungere capillarmente ogni ambiente, dalle scuole alle aziende alla vita di tutti i giorni. La speranza è che la capacità di riflessione e il pensiero critico possano diffondersi sempre di più, che le persone riescano a crescere culturalmente e raggiungere la propria massima autorealizzazione senza “presumere di essere di più di quel che sono”.

Come diceva Stephen Hawking, e ancor prima Cicerone, finché c’è vita c’è speranza!          

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email