Essere Business Coach: Sei domanda a Luca Federico Ricci

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Luca Federico Ricci è esperto in start up e re-engineering, gestione del cambiamento organizzativo e gestione delle risorse umane, negoziazione e processi di vendita b2b e operations. Ha ricoperto diversi ruoli manageriali di rilievo in Aziende italiane e straniere nei settori automotive, operational leasing, energie rinnovabili e real estate quali FCA (ex Fiat Auto), Europcar, LeasePlan, RCI Banque, Gruppo Acea. Opera come Business Coach di base a Roma e sul territorio nazionale. Collabora con Performant by SCOA per clienti istituzionali e aziende mondiali o quotate in borsa. EMCC EQA Senior Practitioner in Business Coaching. Gli abbiamo fatto qualche domanda per capire il suo approccio al Business Coaching. 

Che cosa ti appassiona del Business Coaching?

Era inevitabile che qualcuno, prima o poi, me lo chiedesse. Così, in modo diretto, schietto, senza mezzi termini o giri di parole, la risposta è semplice e complessa al tempo stesso, perché ha a che fare con la Relazione, o meglio con le Relazioni con le Persone, inesauribile fonte di interminabili scoperte. Ciò che mi appassiona è venire a contatto con Managers, Executive, Imprenditori e Sviluppatori, tutti con una meravigliosa caratteristica comune, la voglia ed il desiderio di conoscersi meglio e più approfonditamente per continuare a progredire, per continuare a viaggiare nella propria esperienza professionale e di vita.

Che cos’è per te il Business Coaching e a cosa serve?

É un metodo, un processo, un percorso, una serie di tecniche, ma soprattutto un atteggiamento ed uno strumento comunque applicabile; uno strumento che ti aiuta e ti supporta nelle scelte concrete della vita professionale e non, che ti accompagna nella conoscenza di te stesso e degli altri, il cui scopo ultimo, che passa attraverso il miglioramento delle performance, l’accrescimento delle competenze e l’allenamento dei comportamenti, è contribuire fattivamente ad un miglioramento continuo delle relazioni umane e dei rapporti nella società.

Cosa facevi prima di occuparti di Business Coaching e cosa ti ha spinto su questa strada?

Vi è mai successo che qualcosa cominciasse ad essere presente nel vostro profondo, da tanto tempo? E che poi, lentamente, senza fretta, arrivasse alla superficie dei pensieri? E che anche quella cosa, cresciuta in voi, al caldo del vostro cuore, oramai vi appartenesse completamente, cose se avesse sempre fatto parte di voi? Beh per me il BC ha fatto questo percorso. Ho fatto molto anni di carriera aziendale, in Italia ed all’estero, in diversi ruoli sia di “line” che di “staff”, e progressivamente ho capito sempre più a fondo che al di là dei sistemi organizzativi, delle procedure e delle tecnologie, ci sono costantemente le persone; le persone! Managers, Dirigenti, Senior, Junior…Persone. Ho potuto quindi unire le varie esperienze personali all’approccio Business Coach per contribuire e sostenere i miglioramenti di performance dei nostri Clienti.

Quant’è cambiato, secondo te, il Business Coaching col passare degli anni?

Forse più che un cambiamento c’è stata una progressiva e parallela presa di coscienza. Da un lato le Aziende Clienti hanno potuto verificare e consuntivare delle trasformazioni e dei cambiamenti positivi anche in termini di risultati economici. Quando si ampliano le proprie competenze si genera anche un risultato misurabile economicamente e quindi le Aziende hanno richiesto di applicare il Coaching non solo ad individui ma a gruppi di professional ed a Team già formati, ottenendo anche qui risultati degni di nota. Dall’altro noi Coach abbiamo continuato costantemente a sviluppare la sintonia con le esigenze del mercato, raccogliendo anche i segnali deboli, e mantenuto quindi un approccio proattivo e supportivo per i nostri Coachee, generando quindi un circuito virtuoso inesauribile. Oggi infatti il “turnover” economico intorno alla professione è molto considerevole, e testimonia come l’investimento nello sviluppo dei comportamenti abbia un R.O.I. (Return on Investment) sempre molto positivo.

Quali sono le competenze su cui vale la Pena concentrarsi nel 2019?

Nella mia esperienza sia come Coach che come Executive ho riscontrato che il primo mattone fondamentale per ogni importante passo sia legato alla “Consapevolezza di se” o meglio ancora con la “Gestione di se”. Il focus costante su questa competenza ci assicura di mantenere il nostro baricentro nella corretta posizione e ci apre le porte all’accrescimento di quello che ci serve e ci è utile per raggiungere i nostri obiettivi.

C’è un libro (o anche articolo, film ecc.) che ti senti di consigliare e che affronti, in modo implicito o esplicito, il tema del Business Coaching? In che modo lo affronta?

La letteratura sulla materia è voluminosa e cospicua, abbondano testi di riferimento (Withmore, Goleman,). Io consiglio un film molto noto, con attore molto noto, che offre diversi piani di lettura e relazione con il fruitore. Nel film che sto per citare, il protagonista, attraverso un percorso a dir poco singolare sviluppa appieno la Consapevolezza di se” ,la “Gestione di se”, oltre a Resilienza, Negoziazione, Pianificazione e molte altre, peraltro alla fine raggiungendo anche un notevole successo, e contemporaneamente supporta e sviluppa il proprio figlio, al quale anche attraverso l’esempio fornirà un importante guida che immaginiamo extra pellicola….Ah! Il fim è “Alla Ricerca della Felicità” con Will Smith per la regia di Gabriele Muccino.

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