Essere Business Coach. Sei domande a Cristina Nava

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Che cosa ti appassiona del Business Coaching?      

Questo lavoro mi permette di fare la sintesi delle esperienze che ho vissuto e maturato finora, di mettere insieme mondi diversi e di dedicarmi alla mia vera passione: le persone, il vero fil rouge di tutte le esperienze lavorative svolte finora.

Che cos’è per te il Business Coaching e a cosa serve?

Il Business Coaching è un percorso di sviluppo per rendere il Coachee più funzionale nel ruolo organizzativo che ricopre e per riuscire a raggiungere una managerialità più completa e più rotonda.

Cosa facevi prima di diventare Business Coach e cosa ti ha spinto a diventarlo?

Nella mia vita lavorativa ho camminato percorsi e situazioni molto diverse, esperienze in agenzia di comunicazione come account, diversi ruoli in multinazionali, esperienze in imprenditoria… fino ad arrivare alla sintesi di Business Coach, che in questo momento reputo sia il lavoro perfetto per me in questa fase di vita personale e professionale. L’incontro con il mondo del Coaching è stato casuale, attraverso il confronto con una persona che stimo molto e successivamente la lettura di un libro, “Here and Now” di Edgard Tolle. L’iniziale curiosità si è trasformata ben presto in una necessità di approfondire l’argomento e di capire che in questo settore avrei potuto esprimermi come professionista.

Qual è il taglio che vuoi dare, con le tue competenze e idee, nel mondo del Business Coaching?

Credo fermamente che il Coach sia uno degli strumenti del Business Coaching, quindi quando affronto i percorsi di Executive Coaching, io porto tutta me stessa: la mia personalità, le mie caratteristiche, le mie conoscenze, le esperienze che ho avuto, gli interessi che coltivo in ambito professionale… Le emozioni sono una caratteristica molto evidente della mia personalità e del mio essere Coach, quindi nei percorsi di coaching che vivo con i miei Coachee, a questo aspetto viene data una grande enfasi e attenzione.

Dalla tua prospettiva di Business Coach, quali sono le competenze da allenare per rimanere in equilibrio e organizzazione nel 2018?

In un mondo così veloce, volatile e incerto, le competenze che sono importanti da allenare perché trasversali alle altre sono il self management, ovvero la gestione del sé, l’apertura al cambiamento, l’apprendimento continuo e la leadership situazionale, ma soprattutto la leadership di sé stesso.

C’è un libro (o anche articolo, film ecc.) che ti senti di consigliare e che affronti, in modo implicito o esplicito, il tema del Business Coaching? In che modo lo affronta?

Uno stimolo che ho avuto è un articolo pubblicato sulla Harvard Business Review, “In Praise of Followers” di Robert Kelley, dove viene trattato il tema della followership e dove quindi vengono messe in evidenza le caratteristiche del follower e del leader, due ruoli che competono a chi gestisce persone.

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