Ma è così difficile fare domande?

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Da bambini impariamo a fare le prime domande e viene così facile farle. Vedo i miei figli che sono così curiosi e desiderosi di sapere e chiedono, chiedono, chiedono, chiedono di fronte ad ogni cosa che desta loro sorpresa.

Quello che osservo, nella mia professione di Business Coach, con le persone in azienda è la difficoltà che gli adulti hanno nel fare domande . Sembra incredibile ma mi capita spesso sia in aula , che negli incontri individuali di trovarmi a fare la domanda “ma tu l’hai chiesto? “.

La risposta spesso è:  “No. Effettivamente non l’ho chiesto, l’ho dato per scontato “. 

Molte delle incomprensioni, interpretazioni e giudizi erronei si diffondono tra i corridoi delle aziende e tra le persone proprio perché si ha difficoltà a chiedere e fare domande. È più facile e veloce (visto che il tempo è sempre poco) farsi la propria idea basata sul fatto che “io in quella situazione avrei agito/detto/pensato così “. 

Ma l’altro cosa avrebbe fatto/detto/pensato nella stessa situazione? Le stesse cose che avrei fatto io necessariamente? Ma perché? 

Forse fare domande viene associato a “ammettere di non sapere”? E oggi, soprattutto nel mondo del business, non si può dimostrare di non sapere. Ma è proprio vero che fare domande vuol dire ammettere di non sapere? Oppure, magari, può vuol dire non interpretare sulla base dei miei soli schemi, ma considerare che gli altri possano avere schemi diversi? 

Domandare forse implica il mettersi in relazione?

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