Nel solco della distanza: cosa (in)segna il remote working?

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Libertà, scoperta, possibilità, ascolto profondo, giusta distanza, contatto empatico, resilienza, anti fragilità: parole che incorniciano il remote working, un tema quanto mai attuale e forse un po’ abusato. 

Di questo si parla nella prima puntata del podcast Oltre lo sguardo condotto dall’attrice e Business Coach Rosy Bonfiglio. Con uno sguardo sulla creatività e innovazione, Anja Puntari, Artista e Senior Business Coach e, guardando al sostegno al cambiamento Giada Tonelli, Senior Consultant e Responsabile Business Development in Performant by SCOA raccontano il loro vissuto del 2020 in cui il Remote Working è diventato quotidianità per tanti.

 

«Se dico Remote Working, cosa pensi?» chiede Rosy Bonfiglio. Libertà e scoperta sono le prime parole che emergono: Anja Puntari lo descrive come una grande occasione per essere liberi, in cui però, affinché sia un’esperienza sana, è necessario imparare a gestire la propria dimensione e la propria libertà. Per Giada Tonelli è stata una scoperta: un passaggio repentino quello al lavoro da remoto, che ha permesso di conoscere qualcosa in più di noi e della nostra capacità di cooperare, sia come individui che nell’organizzazione. «In questi mesi abbiamo dovuto allenare delle competenze specifiche, in particolare l’ascolto profondo e la giusta distanza» racconta Giada e continua «per stare in tanti vissuti e in tanti disegni di realtà diverse, la chiave è stata una posizione di ascolto reale, profondo, un ascolto non per rispondere ma per capire. Nello stesso momento mantenere la giusta distanza con il cliente ha permesso ai Coach di ‘rimanere sulla soglia’, ma immersi nelle stesse problematiche, nelle stesse complessità e nelle stesse fatiche che attraversavano le persone con cui lavoriamo e i nostri clienti, senza che il nostro vissuto si confondesse con il loro».

Mantenere e creare un contatto, non solo formale ma anche empatico, si è rivelata un’altra sfida che le due Coach hanno dovuto affrontare. Nella realtà digitale si diventa più operativi e si parla meno della dimensione emotiva. Creare contatto emotivo con le proprie persone è diventata la vera sfida di tanti manager e tanti team. Lavorando in remote è nato un nuovo tipo di distanza dove la frequentazione informale viene meno. 

«Se pensiamo a risorse più Junior o a persone entrate in un’organizzazione da non molto tempo, gli elementi di apprendimento informale dati dall’esposizione a informazioni che circolano al di là degli incontri prefissati, sono una grandissima ricchezza che sta venendo sempre più a mancare» dice Giada.

 

Queste sono alcune delle riflessioni emerse dal confronto tra Rosy, Anja e Giada.

Alla luce di questi presupposti, quali competenze si riveleranno preziose e quali apprendimenti profondi potremo trarre dal remote working e dall’intera esperienza che stiamo vivendo?

Scoprilo nel nuovo episodio di Oltre lo sguardo, il Podcast di Performant by SCOA:

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