Contenere l’emozione in cinque passi

Contenere l'emozione in cinque passi
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Come gestire al meglio l'emozione nei momenti in cui è bene non far prevalere l'istinto sulla ragione, ma è utile contenere il proprio stato emotivo? 

Chade-Meng Tan, impiegato in Google e impegnato da anni a portare la meditazione e l’intelligenza emotiva in azienda, e Thich Nhat Hanh, famoso monaco buddhista, ci vengono in soccorso mostrandoci alcuni passi che nella mia esperienza ho trovato molto utili per la gestione delle mie emozioni, al punto da inserirli nei percorsi che tengo sulla Mindfulness e Intelligenza Emotiva.

I passi qui di seguito sono una mia personale fusione di quanto dicono queste due persone autorevoli, simili nell’approccio, anche se con esperienze di vita molto diverse tra loro.

Tutte le volte che siamo in preda a una forte emozione, come l’ansia o la rabbia, e abbiamo bisogno di tenere sotto controllo noi stessi e la situazione, possiamo compiere i seguenti 5 passi.

Il passo più importante è quello che impone lo stop. Quando capiamo che l’innesco emotivo è scattato, dobbiamo fermarci. E’ un’abilità importante e potente: si tratta di non reagire solo per un attimo. Quest’attimo è come una pausa sacra, e consente di fare i passi successivi. Se dobbiamo ricordare un solo passo nella sequenza, ricordiamoci questo. In qualsiasi circostanza questo passo da solo farà la differenza.

Il passo seguente è respirare: focalizzando la mente sul respiro, rinforziamo la pausa sacra; inoltre, grazie ai respiri consapevoli, calmeremo il corpo e la mente. E’ importante accogliere l’emozione: Thich Nhat Hanh ci invita a dare il benvenuto all’emozione, senza scacciarla come fosse un nemico. E il respiro ci può aiutare in questo delicato momento. Finché è la consapevolezza a badare all’emozione non c’è nulla da temere.

Dopo arriva osservare: sperimentiamo l’emozione concentrando l’attenzione sul corpo. Che cosa sento nel mio corpo? Nel viso, pancia, collo, spalle, torace, schiena? Possiamo portare la consapevolezza sperimentandola momento per momento, senza giudicare. Il solo fatto di mettere attenzione all’emozione già la ridimensiona. Non siamo noi la rabbia o la paura, ma sappiamo che stiamo provando un’emozione e ce ne stiamo prendendo cura osservandola. E a poco a poco possiamo lasciare andare e calmarci un po’.

Adesso riflettiamo: “che bisogno sta dietro la mia emozione? Cosa temo?” Consideriamo questa prospettiva, senza stabilire se sia giusta o sbagliata. Se questa esperienza coinvolge un’altra persona, possiamo chiederci: “Di cosa ha bisogno l’altro e che timori ha?” Cerchiamo di vederci attraverso i suoi occhi, cambiando la prospettiva, senza stabilire se è giusto o sbagliato.

Infine Rispondere: facciamoci venire in mente in che modo reagire a questa situazione così da ottenere un risultato positivo. Con il prezioso bagaglio dei passi precedenti sarà più facile mettere saggezza nelle nostre azioni spinte dall’emozione, mettendo in sintonia istinto e ragione.

COME ALLENARSI AI 5 PASSI

Nella vita reale l’intero processo dei 5 passi può durare pochi secondi, e se non siamo sufficientemente allenati sarà difficile in quel breve lasso di tempo farlo bene.

Possiamo allenarci grazie alla pratica retroattiva: i primi tre passi (fermarsi, osservare, respirare) possono essere rafforzati con la pratica della consapevolezza da seduti. Gli ultimi due (riflettere e rispondere) si possono rafforzare con casi presi dalla vita reale, dopo che l’evento innescato è già trascorso.

In conclusione,  penso che la capacità di gestire se stessi sia la competenza che contraddistingue le persone migliori e con prestazioni eccezionali.

L’invito è di prendersi cura delle proprie emozioni. Il modo con cui lo facciamo è secondario, l’importante è farlo. Io vi ho semplicemente proposto una modalità che funziona con me e con le persone che ho la fortuna di seguire nei loro percorsi di crescita. 

Spero di cuore possa essere utile anche a voi.

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