L’eredità del Covid 19: un nuovo equilibrio tra personale e professionale

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Parla Beatrice Sandri, HR lead di GSK Italia: "Dopo il Covid le aziende dovranno interessarsi ancor più al benessere complessivo dei lavoratori come primo driver di produttività"

“Due cose ci porteremo dietro quanto tutto sarà passato. Avremo abolito la frase: “Non è possibile”. E avremo compreso che un collega può “salvarti la vita”, non solo professionalmente. Fare rete sul luogo di lavoro ha permesso di superare ansie e paure nei momenti di massimo stress. Le competenze relazionali sono l’eredità più forte da rafforzare da qui in avanti”.

Beatrice Sandri, HR lead di GSK Italia, riassume così gli apprendimenti del COVID-19. L’azienda farmaceutica, multinazionale presente nel nostro Paese con più di 5000 dipendenti in diverse sedi, che ha a Verona la sede direzionale e il cervello dell’area commerciale con 900 persone sparse da Nord a Sud, lavora ancora in modalità ibrida, il 10% in ufficio e il resto in smartworking. Tutto definito e concordato con i propri capi. “Per le altre Country, l’Italia è stata un riferimento: da Verona abbiamo tracciato una strada nel modo di affiancare le persone. Siamo stati modello per altri“. I risultati misurabili sono semplici ed eclatanti: non un giorno di cassa integrazione (“Chiederla non sarebbe stato fair: pensiamo che serva a chi ne ha davvero bisogno, non a chi può stare in piedi da solo“), né ferie coatte, nessun impatto sulle retribuzioni.

Un grande sforzo di coordinamento

Ma di là degli aspetti economici l’impatto sull’azienda c’è stato, eccome. “Dal 9 marzo, ultimo giorno in ufficio, abbiamo sperimentato un mix di emozioni contrastanti: paura, ma anche senso di responsabilità in ciascuno. E l’idea che tutto ciò che si pensava impossibile fosse invece alla portataAbbiamo realizzato cose impensabile“. Un esempio? Meccanismi di governance che hanno mantenuto l’azienda coesa e attiva sul fronte degli informatori farmaceutici malgrado lavorassero in regioni con situazioni sanitarie e normative quasi opposte. “Anche solo fornire le dotazioni individuali, e chiarire in che modo potevano entrare in contatto con i loro referenti, ha richiesto flessibilità e capacità di governance inedita“. 

Fatica dunque ma anche risultati. E oggi, qual è il sentiment dominante? Ho appena partecipato ad un workshop di un’ora con 50 delle nostre persone per misurare proprio questo, il clima… C’è una grande voglia di ripartire, una grande energia nel riprendere, la voglia di mettere a fattore comune ciò che si è imparato. Se dovessi usare un’immagine parlerei di una primavera emotiva”.

I cambiamenti irreversibili

L’estate che verrà sarà comunque una stagione diversa. Certi aspetti sono cambiati definitivamente. “Pur avendo implementato politiche di smart working già da qualche anno, abbiamo sempre avuto una forte cultura della presenza fisica sul lavoro. Per chi lavora in sede crediamo che l’ufficio non coinciderà più con l’unico luogo di lavoro e che guarderemo a Verona con maggiore flessibilità. Certo, si deciderà da qui, ma si lavorerà anche in modo decentrato. In questi mesi abbiamo sperimentato appieno le potenzialità dei team virtuali; da tempo ci “allenavamo” con alcune giornate a settimane di smart working, ma non immaginavamo di sperimentarlo in una forma così totalizzante e così produttiva. Questo periodo rappresenterà di certo una svolta.

Quella che quattro mesi fa era una innovazione, oggi appare una traccia di nuova normalità. “Le persone vorranno mantenere il nuovo equilibrio tra familiare e professionale. Daremo loro la possibilità di andare in ufficio per una parte della settimana. Certo, dovremo saper fare leva sulle motivazioni, rafforzare un approccio basato sulla fiducia e sui risultati più che sul controllo. Ma la crisi ci ha mostrato che fidarsi porta bene.

Il benessere al centro 

Dunque una grande occasione. Anche per chi veste i panni di HR. “GSK ha una cultura che da sempre assegna molto peso alle persone. Ciò che abbiamo vissuto ci rafforza in questa ottica e in questo modo di interpretare il ruolo. L’HR post Covid è chi mette al centro il benessere a 360 gradi delle persone che lavorano in azienda.  Perché è un driver di produttività. Anche nei momenti di massimo sforzo, ci siamo preoccupati che chi lavorava da casa osservasse la pausa pranzo, avesse il diritto alla disconnessione. Non è buonismo. E’ la consapevolezza che si lavora meglio se si sta bene“.


RIPARTENZA – Strategie HR per la fase 2 e oltre è un incontro organizzato da Performant by SCOA dedicato ai professionisti delle Risorse Umane, per offrire uno spazio di confronto sulle tematiche e sulle sfide che si stanno affrontando in questo momento storico. Abbiamo pensato di creare uno spazio-evento in cui conoscersi e confrontarsi per capire come le varie realtà stanno affrontando gli stessi ostacoli, come si stanno organizzando, e come alcuni stanno addirittura trovando opportunità.


Leggi il contributo di Francesco Gaeta per scoprire cosa è emerso da questo incontro.

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