Le esigenze dei millennial nel mercato lavorativo di oggi

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Non è un mistero che l'attuale mercato del lavoro è in continuo e progressivo aggiornamento. I cambiamenti appaiono chiari anche nell'elevato turnover che acquisisce sempre maggior importanza e che, di conseguenza, viene costantemente monitorato dalle organizzazioni.

Il cambiamento si incarna anche nella figura del millennial, quei giovani nati tra il 1985 e il 1996*, che hanno vissuto sulla propria pelle la digitalizzazione quotidiana.

Il millennial viene tratteggiato dal pensiero comune con lo smartphone alla mano e un accesso immediato alle informazioni di loro interesse, Dal punto di vista del mercato del lavoro è particolarmente interessate porre un focus nella fascia dei neolaureati e di coloro che hanno pochi anni di esperienza lavorativa. Ma quali sono le loro esigenze lavorative?

I ragazzi tra i 25 e i 34 anni corrispondono a circa il 60% dei millennial italiani e i loro obiettivi sono più stratificati e complessi rispetto a quelli delle generazioni precedenti, tanto che diverse aziende faticano a gestire le loro ambizioni. Lo dimostra anche la media della permanenza in un’organizzazione dei giovani neoassunti: solo 2.5 anni.

I millennial non hanno il timore del cambiamento, raramente aspirano a un contratto di lavoro per tutta la vita e, rispetto ai baby boomer, sono maggiormente predisposti all’adattamento. Allo stesso tempo, stratificate e complesse sono le loro aspettative: abituati a un mondo immediato, si è ridotto il loro tempo di attesa e pazienza nel caso in cui l’azienda non offra loro crescita professionale, attenzione alla qualità del lavoro e all’ambiente. La loro filosofia è dedita allo smart working, un’idea di lavoro flessibile e produttiva, dove la presenza in ufficio e il cartellino timbrato diventano obsoleti e superflui.

Oggi tanti giovani ambiziosi valutano con interesse quelle opportunità lavorative che consentono loro una crescita a 360°, non più solo in funzione economica, ma anche a livello personale. In azienda, l’immediatezza contraddistingue loro così come contraddistingue il contesto contemporaneo: lavoratori entusiasti, capaci di un apprendimento rapido e istantaneo delle tecnologie e dei programmi, vorrebbero ottenere con maggiore velocità una crescita professionale che consentirà loro posizioni top, in linea con le loro competenze, a un’età sempre più giovane.  Non si esagererebbe nel dire che il trentenne di oggi è il quarantenne di dieci anni fa. 

Per chi, invece, intraprende la strada d’imprenditore, lo spirito proattivo dei millennial è dimostrato dalla continua nascita di start-up e aziende indipendenti gestite da giovani. Il giovane start-upper è una figura tipica del nostro tempo che ha più che mai la necessità di porsi domande riguardo alla sua posizione e alle sue esigenze.

In questo scenario di ribaltamento delle generazioni, diventa sempre più necessario gestire il proprio percorso di auto sviluppo e, quindi, spostare il focus dal solo fare all’essere. Cosa vuol dire? Vuol dire osservare e ascoltare noi stessi e l’ambiente in cui ci troviamo, tenere gli occhi aperti alle possibilità nuove e inaspettate che il mercato ci offre e valorizzare le nostre competenze e abilità non sempre imminenti.  Parliamo di un percorso di scoperta della propria piena potenzialità, comprendendo quelle abilità che vanno anche oltre il ruolo professionale che si copre nell’oggi.

I tempi che stiamo vivendo sono ricchi ed entusiasmanti, quanto caotici. È bene trovare il giusto equilibrio tra offerta e lavoratore. Se da una parte, l’azienda deve comprendere e aggiornarsi sui nuovi stili di vita e le nuove ambizioni lavorative, dall’altra è essenziale per queste nuove generazioni sviluppare la consapevolezza di ciò che sono, di quello che vogliono diventare e di cosa devono fare, e le domande adeguate per le difficoltà da affrontare. 

* Non ci sono delle date precise per le quali il lasso temporale di cui fanno parte i millennial parte o termina.

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