Motivazione al lavoro: come svilupparla e mantenerla ogni giorno

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La motivazione al lavoro non è solo una dote personale, ma una competenza da allenare ogni giorno. Scopri come mantenerla viva.

Motivazione al lavoro: come svilupparla e mantenerla ogni giorno

La motivazione è uno dei motori fondamentali dell’efficacia personale e organizzativa. Non si tratta solo di un’energia momentanea, ma di una competenza da esercitare e mantenere viva ogni giorno. È questo uno dei messaggi centrali che emergono dal dialogo tra Gianfranco Gennaro e Roberto Degli Esposti in due episodi di Tutti i santi lunedì, in programma per il 7 e il 14 aprile 2025.

Tutti i santi lunedì è il podcast di Roberto Degli Esposti prodotto da ZeroContenuti e  Performant by SCOA.


La motivazione al lavoro non è solo una dote personale, ma una competenza da allenare ogni giorno. Come possiamo mantenerla viva? E in che modo la figura del “capo” o del “leader” ci può condizionare?

Questo è stato un tema molto discusso da Roberto Degli Esposti e Gianfranco Gennaro in due episodi di Tutti i santi lunedì.

La motivazione al lavoro

Nel mondo del lavoro, la motivazione è una delle forze che determinano il comportamento, la tenacia, la capacità di affrontare difficoltà, di imparare e di raggiungere obiettivi. Trattarla come una competenza cambia la prospettiva: diventa qualcosa su cui si può lavorare in modo intenzionale.

Come ogni competenza, richiede consapevolezza, pratica e allenamento. Bisogna imparare a riconoscere cosa la alimenta e cosa la ostacola. Questo vale per ogni persona, ma ancora di più per chi guida gli altri.

“Se io non voglio, non potrò mai.”
(Gianfranco Gennaro)

Senza una motivazione autentica, le competenze rischiano di rimanere dormienti, e persino gli strumenti più efficaci diventano inutili.

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Intrinseca o estrinseca? Le diverse leve della motivazione

Un’altra distinzione fondamentale emersa nel dialogo è quella tra motivazione intrinseca e motivazione estrinseca.

  • Motivazione estrinseca: si basa su stimoli esterni, come il riconoscimento, il guadagno, il potere, o la paura della punizione. Può funzionare nel breve termine, ma spesso non regge sul lungo periodo.

  • Motivazione intrinseca: è quella che nasce da dentro, dalla passione per ciò che si fa, dal piacere di migliorarsi, dal sentire un senso personale in ciò che si realizza.

Il compito di chi accompagna le persone, sia come coach sia come leader, è aiutare ciascuno a scoprire e coltivare la propria leva motivazionale autentica.

Un esempio concreto portato da Degli Esposti riguarda proprio questo punto: ci sono manager motivati dall’idea di lasciare un segno, altri dal raggiungimento degli obiettivi, altri ancora dalla possibilità di apprendere. Non esiste un modello unico. È il ruolo del coach aiutare la persona a riconoscere la propria direzione.

Il ruolo decisivo del contesto (e del capo)

Un altro tema centrale emerso è il peso dell’ambiente lavorativo sulla motivazione. In particolare, il capo ha un ruolo fondamentale nel generare o annientare l’energia delle persone.

“Le persone non lasciano le aziende, lasciano i capi.”
(Roberto Degli Esposti)

La leadership è spesso la principale leva di motivazione… o di fuga. Un ambiente in cui si sente fiducia, ascolto, spazio di manovra e senso, è un ambiente in cui le persone si attivano. Al contrario, contesti pieni di controllo, paura, rigidità, spengono anche i talenti più promettenti.

In questo senso, la cultura organizzativa è il vero contesto abilitante. Serve un clima che valorizzi la persona, che consenta un margine di libertà, e che riconosca i progressi, non solo i risultati finali.

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Motivazione come responsabilità condivisa

La motivazione non può più essere vista solo come una questione personale. È una responsabilità condivisa, tra individuo e organizzazione. Allenarla richiede tempo, strumenti e consapevolezza.

E soprattutto, richiede un cambio di paradigma: smettere di chiedersi “come posso motivare gli altri?” e iniziare a chiedersi “come posso creare le condizioni perché le persone si motivino da sole?”

È in questo spazio che il coaching trova il suo ruolo più potente: quello di accompagnare persone e organizzazioni a riconoscere, sviluppare e proteggere la propria motivazione autentica.