NEUROSCIENZE E BUSINESS COACHING: UN DIALOGO FRUTTUOSO

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Assecondare la propria tendenza al multitasking, quando si è sottoposti a un numero di incarichi eccessivi, comporta un calo del rendimento e quindi un peggioramento della performance.

Ne abbiamo parlato al nuovo episodio del podcast Il futuro è ORA, affrontando temi cari tanto alle neuroscienze quanto al Business Coaching e cercando di capire come tra queste due discipline possa instaurarsi un dialogo fruttuoso. Con Fabio Zancanella, esperto di neuromarketing e CEO di Butterfly Strategy, e Cristina Nava, Executive Business Coach e Senior Partner di SCOA, abbiamo provato a individuare quelle conoscenze e quegli strumenti delle neuroscienze che possono rivelarsi utili per lo sviluppo di comportamenti efficaci in azienda.

Le neuroscienze studiano il modo in cui si comporta la mente umana in relazione ai processi decisionali, analizzano cosa accade a livello cerebrale quando pensiamo, agiamo o proviamo emozioni. Hanno assunto, negli ultimi decenni, una centralità nell’ambito del business, del marketing e del benessere dell’organizzazione, tale da rendere obsoleta qualunque strategia non ne tenga conto.

Come ci spiega Fabio Zancanella, noi non siamo esseri perfettamente razionali, e in molte situazioni rispondiamo in maniera rapida e automatica agli stimoli esterni. È quello che Daniel Kahneman chiama “pensiero veloce”, che ci porta a reagire con comportamenti automatici e spesso irrazionali, come i cosiddetti bias cognitivi.
Queste scoperte possono rivelarsi molto utili per il coaching, perché diviene possibile portare le persone a prendere coscienza di questi meccanismi automatici, e così a modificarli attuando invece comportamenti volontari.

L’aspetto della consapevolezza su cosa accade in noi durante i processi decisionali e del controllo su di essi è centrale nel Business Coaching. Come osserva Cristina Nava, il coaching aiuta ad esplorare con precisione la nostra dimensione emotiva, per poi comprendere come gestirla. Una delle competenze fondamentali è proprio quella del Self management, che consiste nella capacità di decidere consapevolmente come agire, in base al contesto e all’obiettivo, rimanendo quindi padroni delle proprie scelte e riprendendo il controllo su quei meccanismi automatici.

La conoscenza che abbiamo acquisito mediante la ricerca neuroscientifica nel tracciare e rilevare ciò che succede a livello fisiologico e cerebrale quando siamo in una determinata situazione o proviamo specifiche emozioni – da cui il marketing trae sempre più spunto – potrebbe allora tornare utile proprio per capire concretamente quali comportamenti e quali accorgimenti adottare in funzione di migliorare le proprie prestazioni professionali.

Scopri in che modo, ascoltando il nuovo episodio di Il futuro è ORA, il podcast di Performant by SCOA!

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