Essere Business Coach: sette domande ad Alberto Camuri

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La Supervisione: un lusso o una necessità? Quali finalità ha? L'abbiamo chiesto ad Alberto Camuri, Executive Business Coach, Client e Project Leader di progetti di Change Management.

In cosa consiste la Supervisione?

Mi piace definire la Supervisione come un luogo/uno spazio relazionale, fisico e temporale, uno spazio sicuro in cui grazie all’interazione tra Business Coach e Supervisor si attiva un sovra-sistema di pensiero, si stimola la riflessività, prendendo le distanze dall’azione per poter analizzare e riflettere con lucidità sia la dimensione emotiva, sia la dimensione relazionale, sia quella metodologica delle situazioni di Business Coaching vissute, al fine di continuare ad apprendere con spirito critico, alimentando nel Business Coach in Supervisione un processo consapevole di osservazione del proprio continuo divenire, sia personale sia professionale. 

È un lusso o una necessità?

Mi piace questa domanda provocatoria, a cui rispondo con una riflessione sul senso dell’essere Business Coach. Il buon Business Coach a mio avviso è caratterizzato non solo dal bagaglio di competenze accademiche e teoriche possedute, dalla sua capacità di governare le teorie, i modelli, gli strumenti e le tecniche apprese, ma anche – e direi soprattutto – dalla volontà/disponibilità a sviluppare la propria capacità umana di essere presente nella propria interezza a disposizione dell’altro. La professione di Business Coach è una professione di aiuto allo sviluppo/miglioramento delle performance delle persone nei loro ruoli/ambiti, e tutte le attività di aiuto alle persone richiedono, proprio per la loro delicatezza, per il coinvolgimento emotivo, per le loro ricadute, una manutenzione continua, un impegno ad apprendere da ogni esperienza, una esigenza anche di prendere una sana distanza per poter avere una “super-
visione” in un percorso personale/professionale di miglioramento/divenire continui. Dicevo apprendere da ogni esperienza, e voglio essere ancor più specifico: ogni percorso di Business Coaching è unico, perché “quel Coachee” è unico e tutto questo richiede una continua riflessività per apprendere dalle esperienze e per poter essere sempre consapevole, per non cadere nella trappola del pensiero che siamo ormai “arrivati”, che siamo ormai dei consolidati/esperti Business Coach!

Quali le finalità della Supervisione?

La Supervisione ha tre finalità chiave: Normativa, Formativa, Supportiva. La finalità NORMATIVA consiste nella promozione del mantenimento consapevole degli standard professionali ed etici, affrontando questioni etiche, dubbi sui confini etc. La finalità FORMATIVA si esplica nel migliorare, potenziare la conoscenza, la competenza, il sapere necessario (metodi, strumenti, approcci) alla padronanza e maturità nella professione, nonchè al suo aggiornamento. La finalità SUPPORTIVA si esplica nell’assicurare uno spazio protetto in cui portare, affrontare le criticità personali, i momenti di impasse, di confusione, ansia, preoccupazione, che impattano sulla pratica. Le tre finalità supportano sia lo sviluppo personale sia lo sviluppo professionale.

Quali sono le ricadute della Supervisione?

Le ricadute del mettersi in Supervisione sono molteplici. Sono ovviamente su se stessi come Business Coach, sui propri Coachee, sulle loro organizzazioni, sul sistema più ampio e direi pure sulla società in generale. La Supervisione aiuta il Coach a meglio capire se stesso, i Coachee, le loro organizzazioni e le relative interrelazioni, e quindi a lavorare meglio e consapevolmente con un approccio sistemico.

La Supervisione è una cosa a cui fare richiamo solo quando si hanno delle difficoltà? Oppure la si usa per prevedere futuri problemi?

Certamente può essere utile ricorrere alla Supervisione quando si è in una fase di stallo, quando si vivono momenti difficili. Ma è un approccio limitato e limitante. Il vero senso della Supervisione, nonchè la sua ricchezza generativa, è quando si comprende che la professione del Business Coach è una professione che richiede una profonda disponibilità/volontà a fermarsi, confrontarsi, riflettere, apprendere dall’esperienza in modo continuo. In tal senso la Supervisione è vista e vissuta come elemento essenziale, facente parte della vita, dell’evoluzione esperienziale del Business Coach, e quindi la si intraprende in modo ciclico e programmato, non “pompieristico”, durante tutto il ciclo di vita della pratica!

Esistono delle “regole” per mantenere uno standard lavorativo alto?

Mi vengono immediatamente in mente tre concetti chiave:

  • Umiltà 
  • Metodo e Rigore 
  • Riflessività generativa e Apprendimento esperienziale nella consapevolezza che la professione di Business Coach abbia una ricaduta sui Coachee, sulle loro organizzazioni, sulla società in generale!

In che cosa dovrebbe eccellere un bravo Business Coach? A cosa dovrebbe prestare maggiormente attenzione, a tuo parere? 

Dovrebbe eccellere nella comprensione che sviluppo personale e sviluppo professionale sono entrambi necessari, si intersecano e richiedono una costante attenzione/manutenzione. La vita professionale offre incredibili opportunità di apprendimento, ma per apprendere sono necessari uno spazio e un tempo appositi e dedicati, ove poter avere una SUPER VISIONE, una visione che sta sopra. Si dovrebbe porre maggiore attenzione, oltre ad arricchire le proprie competenze, i propri modelli, strumenti etc, allo sviluppo e crescita “di sé come strumento” a disposizione dell’altro nella relazione di Business Coaching.

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