Come l’arte può motivare e unire i team: L’Oréal e la mostra Green Shift

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Intraprendere un percorso di transizione sostenibile è una sfida che può portare grandi risultati solo se le persone sono coinvolte, motivate e ispirate al cambiamento.

Come l’arte può motivare e unire i team: L’Oréal e la mostra Green Shift

Intraprendere un percorso di transizione sostenibile è una sfida che può portare grandi risultati solo se le persone sono coinvolte, motivate e ispirate al cambiamento. L’unione verso un obiettivo comune, infatti, in questi casi fa davvero la forza. È quello che ha potuto sperimentare L’Oréal Italia, che ha deciso di tenere ancorato il team ai suoi principi di sostenibilità utilizzando l’arte come leva per creare un’esperienza che lavori sulle emozioni, in modo da lasciare una traccia indelebile e creare una spinta all’azione in maniera molto più efficace di quanto farebbero le parole. Dal 14 al 24 aprile presso il loro nuovo headquarter di Milano, il Beauty Hub L’Oréal Italia, è stata allestita la mostra Green Shift – Verso una leadership sostenibile curata dall’artista ed Executive Business Coach Anja Puntari, un progetto organizzato insieme a Simone Targetti Ferri, Sustainability Director di L’Oréal Italia, Dany Leroux, Sustainability Manager
e Daniel Eduardo Puccini Galofre, Outlet Supply Intern / Sustainability Intern.
Stimoli visivi, domande, riflessioni, nuove idee e soprattutto condivisione per creare insieme una strada verso un mondo più sostenibile.

Ormai è evidente: le aziende che vogliono durare nel mondo del business ed essere partecipi nella costruzione del futuro non possono che guardare alla sostenibilità e alla tutela dell’ambiente come a una guida: una bussola per scegliere la strada più efficace e cogliere le opportunità che si apriranno lungo il percorso. Ma è solo con il contributo e la convinzione della collettività che il cambiamento può davvero realizzarsi.

Di questo è molto consapevole L’Oréal Italia, una grande azienda che ha scelto di puntare sulle sue persone, di coinvolgerle e ispirarle su un tema delicato e importante come la sostenibilità e di consolidare il lavoro svolto su questo fronte negli ultimi anni. Per farlo, si è rivolta a Performant by SCOA, che ha portato negli spazi dell’azienda un progetto di sensibilizzazione che usa l’arte come strumento per suscitare emozioni e stimolare riflessioni e azioni: la mostra Green Shift – Verso una leadership sostenibile.

La mostra, curata dall’artista ed Executive Business Coach Anja Puntari, di cui le persone di L’Oréal Italia hanno potuto fare esperienza dal 14 al 24 aprile, è stata studiata per ampliare la consapevolezza sui temi ESG, con focus sul pillar ambiente, per ispirare azioni concrete verso un futuro più sostenibile. 

Un futuro da raggiungere insieme, come team, come gruppo e come azienda, perché se l’obiettivo è condiviso, la strada diventa più facile e anche più stimolante.

Trasmettere l’importanza della sostenibilità attraverso l’esperienza

Creare sensibilizzazione su un tema significa anche andare a lavorare sulle emozioni di ciascuno, trasmettendo messaggi e facendo scaturire riflessioni. E questo l’arte contemporanea riesce a farlo molto bene, catturando l’attenzione, coinvolgendo e facendo comprendere il suo significato in maniera molto più forte e impattante di quanto possano fare le parole.

Con la mostra Green Shift – Verso una leadership sostenibile le persone hanno potuto osservare e vivere attraverso delle rappresentazioni tangibili ciò che sta succedendo al nostro pianeta, riuscendo così a creare una connessione tra se stessi e ciò che accade su scala globale. 

Un legame che è stato tessuto nel corso dell’esperienza grazie alla proposta di stimoli diversi, allestiti in modo da creare un percorso espositivo di opere di arte contemporanea con un approccio multidisciplinare per permettere a chi partecipava di interfacciarsi con uno dei temi più complessi, articolati e importanti della nostra epoca.

Nello specifico, hanno potuto fare esperienza di due opere:

  • Vanishing point, di Eleonora Roaro: un video in cui l’artista cammina all’interno del Grand Salt Lake, un lago dello Utah, fino a che non sparisce sotto l’acqua. L’opera trasmette il rumoroso silenzio prodotto dai cambiamenti climatici, che agiscono lenti ma inesorabili sotto gli occhi spesso disattenti del mondo; in questo contesto, la figura umana, con il suo movimento, diventa unità di misura antropometrica della gravità di una condanna.

     

  • Future TIME, di Anja Puntari: una timeline di TIME Magazine a partire dall’anno 1967 fino a un ipotetico futuro dell’anno 2105. L’opera invita a immaginare possibili futuri scenari della Madre Terra: quali saranno gli eventi che coglieranno l’attenzione di tutti nel futuro? A che tipo di quotidianità o realtà economico-sociali possono far riferimento queste copertine? Il significato vive anche dentro la parola TIME, che porta l’attenzione al concetto di tempo, risorsa limitata e spesso citata in relazione ai cambiamenti climatici in atto: c’è una scadenza? Quanto tempo abbiamo? Come usare il tempo a disposizione?

     

“In questo progetto ho avuto il piacere di indossare un doppio cappello, come curatrice e artista, selezionando opere e stimoli visivi che potessero offrire alle persone qualcosa che non fosse solo “da guardare”, ma da attraversare. L’arte, in questo contesto, ha avuto il compito di agire come catalizzatore: attivare emozioni, porre domande, generare dialoghi autentici tra colleghi. Volevo sollevare interrogativi profondi: cosa significa oggi far parte di un’organizzazione che desidera davvero avere un impatto? Quali ostacoli ci impediscono di agire, sia a livello individuale che collettivo? E quali emozioni ci attraversano — e ci muovono — quando ci confrontiamo con queste sfide?”
Anja Puntari, Curatrice e artista

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La partecipazione per spingere all’azione

Il potere dell’arte nel fare sensibilizzazione si manifesta in maniera evidente quando le persone si rendono conto del suo potenziale trasformativo: l’arte, infatti, non è mai passiva e dopo aver fatto esperienza di un’opera chi l’ha fruita ha inevitabilmente vissuto un cambiamento.

Green Shift – Verso una leadership sostenibile crea questa trasformazione non offrendo risposte pronte, ma ponendo domande e invitando lo spettatore alla riflessione e al dialogo. Inoltre richiede anche un’azione fisica: quella di dare un proprio contributo scrivendo un pensiero su ciò che il percorso ha stimolato. 

“Ho avuto l’opportunità di intervenire anche nel ruolo di coach, accompagnando le persone durante la visita alla mostra. È emerso con forza un bisogno di condivisione autentica. Le opere hanno aperto varchi interiori: molte persone si sono lasciate toccare e hanno trovato parole nuove per esprimere come vivono — dentro e fuori l’azienda — temi come il tempo, il futuro, la responsabilità… e anche la frustrazione di non riuscire sempre ad agire come si vorrebbe. Tra i temi più ricorrenti, è emersa la diversa percezione dell’urgenza ambientale tra generazioni: una dinamica che riscontriamo spesso nelle organizzazioni e che diventa, se riconosciuta, una risorsa preziosa per costruire alleanze intergenerazionali più consapevoli”
Anja Puntari, Executive Business Coach

Al termine le persone hanno potuto lasciare una traccia dell’esperienza fatta, mettendo nero su bianco il valore che hanno interiorizzato. La scrittura, in questo caso, diventa monito, per ricordare anche dopo che sarà passato tempo dalla fruizione dell’installazione in che modo il cambiamento può essere possibile.

I risultati: un team unito ha la forza necessaria per raggiungere l’obiettivo

Leggendo i commenti che sono stati lasciati sul board finale emerge che il messaggio che ha raggiunto forte e chiaro le persone coinvolte è che tutti possono fare qualcosa e che, se unito verso un obiettivo chiaro e condiviso, il gruppo è più forte rispetto alla somma del potere dei singoli. Davanti alla necessità di riflettere su ciò che sta accadendo al pianeta, quindi, la spinta all’azione è scaturita in maniera viscerale, rendendo il team più coeso e con una destinazione molto chiara: ed è grazie alla forza che si genera dal binomio di collaborazione e target ben definito che comincia il percorso che porta al raggiungimento del risultato.

“L’arte parla dove le parole non arrivano. Con questa esposizione sul cambiamento climatico abbiamo voluto toccare le corde emotive dei nostri collaboratori, usando la potenza evocativa dell’arte per ispirare un impegno concreto verso la sostenibilità. Crediamo che questo approccio innovativo e coinvolgente possa amplificare il messaggio e contribuire ad accelerare la nostra trasformazione sostenibile. L’esperienza si è rivelata estremamente positiva, lasciando i collaboratori profondamente colpiti e motivati.”
Simone Targetti Ferri, Sustainability Director L’Oréal Italia.