ORA: Il magazine che abilita la cultura del Coaching

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L'evento dello scorso 7 novembre Enabling The Coaching Culture ha visto gli alumni SCOA partecipare all'esplorazione di quattro temi (Organisational Coaching, Supervisione, Team Coaching e Il mestiere del Coach) affrontate secondo l'approccio dell'Happening.

La giornata è stata dedicata anche al lancio di “ORA”, il magazine annuale di SCOA, nato da un anno di conoscenza e approfondimenti. La rivista raccoglie la maggior parte degli articoli pubblicati sul blog di Performant by SCOA riveduti in occasione della pubblicazione editoriale, contributi inediti e articoli di David Clutterbuck per la prima volta in italiano. L’obiettivo? Illustrare e sondare le complesse sfaccettature in materia di Business Coaching: dalle tendenze del futuro al Team Coaching, dalla leadership alle ibridazioni con l’arte contemporanea e lo sport. 

Alla luce di ciò, “ORA” si suddivide in otto capitoli tematici, inaugurati dall’editoriale di Roberto Degli Esposti: “SCOA si considera come un luogo di crescita umana. Un ambiente dove guardarsi dentro, dove fermarsi, sentirsi e osservare gli altri, dove riflettere e inventare per poi mettere in pratica dei comportamenti che creano valore. Tutto questo per poter meglio vivere e navigare all’interno dei nostri universi lavorativi in costante trasformazione.”

Il primo capitolo, “Traiettoria” si focalizza sul passato e il futuro del Coaching e del mercato lavorativo. Laddove Carlo Boidi rievoca nell’articolo “Breve storia del Coaching e del Mentoring” la nascita e lo sviluppo della professione, Anja Puntari e Roberto Degli Esposti esplorano il mercato attuale del lavoro e le ingiustificate ansie legate alle nuove tecnologie: “Il futuro è già qui, potete smettere di temere la fine del mondo.” 
La sezione si arricchisce con la raccolta degli studi condotti da EMCC sullo stato dell’arte, del Coaching e del Mentoring.

In “Insieme” il focus è il Team Coaching, attraverso gli interventi di Carlo Boidi e Roberto Degli Esposti e uno speciale completamente dedicato al guru del tema David Clutterbuck, comprendente anche di tre suoi articoli tradotti in esclusiva per “ORA”.
La leadership viene, invece, trattata in “Guida”: dall’approfondimento di Alessandra Venco sulla leadership al femminile alla rilettura del film “The Post” ad opera di Gian Franco Goeta.

Le infinite sfaccettature del praticare Business Coaching si concretizzano in “Contaminazioni”, la sezione dedicata alle ibridazioni tra Coaching e pratiche che sembrano (solo apparentemente) distanziarsi dal contesto organizzativo, come l’arte contemporanea (attraverso i contributi di Anja Puntari e Gabriela Galati) e lo sport, con l’articolo di Davide Merletto dedicato all’inedito collegamento tra Management e Krav Maga e l’intervista all’ex campione della nazionale di basket Marco Mordente.

“Trasformazione” e “Essere” entrano a capofitto nella professione del Coaching. Il primo capitolo sonda in particolare modo il tema delle competenze e al loro allenamento. Apre la sezione l’approfondimento scientifico inedito a cura di Emilio Rago “Il dizionario delle competenze”, per poi entrare nel vivo del System Coaching, del Career Mentoring e della Mindfulness. Il secondo, invece, esplora le tematiche-chiave dell’essere Business Coach: dalla supervisione all’Executive Coaching. 

La sezione Speciale flowknow® racconta il metodo che fa dà ponte tra i due mondi apparentemente lontanissimi di Business Coaching e arte contemporanea, con particolare attenzione alla nascita e alla progettazione del tool-kit e delle carte come indubbi strumenti di lavoro e al loro lancio, in occasione del workshop Sento Dunque Posso a La Biennale di Venezia del 13 ottobre 2017.

Chiude “ORA” la sezione “Noi” dove i Coach SCOA raccontano il proprio approccio e le proprie idee legate alla professione e agli obiettivi del Business Coaching, a dimostrazione del fatto che innumerevoli sono i modi di essere Coach. Un obiettivo è quello comune: il creare conoscenza, condividendo gli apprendimenti ottenuti e continuando a scavare a fondo, senza essere mai sazi di nuovi stimoli, tendenze e, soprattutto, sapere. 

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