Migliorare le performance: 5 competenze da allenare nel 2020

Migliorare le performance: 5 competenze da allenare nel 2020
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Come ogni anno a gennaio ci piace tirare le somme, fare sintesi e condividere cosa vediamo dal nostro osservatorio di Performant by SCOA. Con lo sguardo verso il futuro, scrive Roberto Degli Esposti: "Osservando il nostro giardino si ha la percezione che le imprese abbiano (ri)trovato lo spirito di un ruolo ampio e allargato finalizzato alla convergenza tra valore per l'azienda, benessere per l'individuo e sostenibilità per l'ambiente e su questo giochino una partita di avanguardia, rispetto sia alla proposta politica che alla regolamentazione in materia che le istituzioni sono in grado di offrire".  Perciò il luogo di lavoro diventa un ecosistema sempre più complesso, attento anche a dei temi che pochi anni fa sarebbero stati considerati privati oppure aldilà della responsabilità dell'impresa.

L’impresa sensibile a queste tematiche chiede a noi Business Coach di supportare le loro persone nel muoversi in questo nuovo scenario.

Là dove le competenze più richieste da parte dei nostri clienti nel 2019 erano la Resilienza, il Flow e la Comunicazione Interpersonale, all’inizio del 2020 ci troviamo con tanti progetti in partenza con l’obiettivo di migliorare l’Apprendimento, l’Intelligenza Emotiva, il Feedback, la Flessibilità e il Diversity Management.

Scopriamole insieme e battezziamo una decade all’insegna della convergenza tra valore aziendale, benessere dell’individuo e sostenibilità.

Apprendimento

Non si finisce mai di imparare, ce lo sta dimostrando anche la neuroscienza con lo studio di “Nature Communications“, un team internazionale di ricercatori dell’Università di Tokyo, della Brown University USA e della University of California Riverside.

Imparare quando si è adulti differisce dall’apprendimento infantile, significa mettere in discussione il nostro bagaglio e implementarlo. Tuttavia il processo di apprendimento esula dal mero “upload” delle conoscenze e coinvolge la messa in pratica di determinate competenze quali l’intelligenza emotiva.

Leggi l’intervista di Anja Puntari sull’Intelligenza emotiva: un fattore chiave nell’apprendimento dell’adulto.

Intelligenza emotiva

Esercitando l’intelligenza emotiva nei comportamenti, impariamo a riconoscere l’emozione sottesa al comportamento messo in atto. Quando siamo emotivamente alfabetizzati, sappiamo dare un nome ai diversi stati emotivi e siamo consapevoli del nostro impatto sugli altri. Le persone competenti nell’intelligenza emotiva sanno accogliere e gestire le emozioni trasformandole in vantaggio per sè e l’organizzazione, evitando il sequestro emotivo. Sentire empaticamente il vissuto delle emozioni proprie e altrui ci permette di rispettare le emozioni dell’interlocutore accettandone le manifestazioni senza lasciarci contagiare o reagire impulsivamente. Di conseguenza adattiamo il nostro comportamento agli stati emotivi dell’interlocutore, e stabiliamo una connessione empatica.

Feedback

La parola feedback significa “nutrire di ritorno”, dall’inglese feed e back, cioè riportare all’altro il “nutrimento” che ho compreso e recepito.

Il feedback è lo strumento principe che regola i rapporti interpersonali e si focalizza sul comportamento, non attacca la persona, e aiuta l’altro a ad aprirsi a più interpretazioni e punti di vista. Dare e ricevere feedback ci sprona a rivedere i risultati, potenziare le azioni e comportamenti che sono più performanti e stabilire i successi ed i fallimenti.

Grazie al feedback si crea una prospettiva convergente, una logica dell'”insieme”: quando la persona che sta dando il feedback si comporta come un alleato con chi lo riceve tutto lo scenario cambia radicalmente. La percezione del “possiamo fare meglio insieme” trasforma in modo viscerale il tono della conversazione e la performance.

È perciò molto importante saper dare e saper recepire il giusto feedback in un contesto aziendale.

Flessibilità

Questa importante competenza è diventata molto richiesta nel mondo del lavoro. Essere flessibili permette di modellare la nostra performance qualora si presenti un imprevisto e aumentino le pressioni, per non rimanere soffocati dalla mole di lavoro.  Mantenere l’efficacia in situazioni e in contesti continuamente mutevoli e affrontare positivamente gli imprevisti cercando nuove strade e soluzioni ci permette di allenare la nostra attitudine alla flessibilità.

Oltre a una interpretazione più organizzativa di questa competenza, vi è anche una chiave di lettura attitudinale: comprendere e apprezzare prospettive diverse su una questione accogliendo proposte e contributi, nella nostra società, è mandatorio.

Diversity Management

Il saper gestire la diversità, il Diversity Management, è un’altra competenza cardinale di questo nuovo anno. Come sostiene Tim Bright, la diversità non deve essere interpretata come un ostacolo bensì come un’opportunità: i team eterogenei sono molto più performanti rispetto agli altri perchè diversi approcci e forme mentis comportano sfide e aperture mentali stimolanti.

Partendo da una forte conoscenza della nostra cultura, siamo in grado di approcciare quelle esterne a noi.

In conclusione, queste sono le competenze che che le aziende ci richiedono di allenare sulle loro persone. Il World Economic Forum,con il suo report, si è espresso sul “Futuro del lavoro” e su quali saranno le competenze da allenare; ma per quanto concerne il mondo del Business e del Coaching, che cosa ci aspetta? Quali saranno gli scenari e come possiamo prepararci? Lo abbiamo chiesto a Monica Ferrario , Carlo Boidi e Roberto Degli Esposti.
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